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DidascaliaImmagine: freestocks.org from Olsztyn, Poland, CC0, via Wikimedia Commons
Per molte persone affette da celiachia, anche un gesto quotidiano come un bacio può trasformarsi in una fonte di ansia. Il timore è quello del trasferimento di glutine dal partner, con possibili conseguenze per la salute. Ora però un piccolo studio prospettico offre dati rassicuranti: il rischio esiste, ma nella maggior parte dei casi resta entro limiti considerati sicuri.
La ricerca, condotta da ricercatori della Columbia University di New York e pubblicata sulla rivista Gastroenterology, ha analizzato dieci coppie in cui uno dei partner era affetto da celiachia. L’obiettivo era verificare se e quanto glutine potesse essere trasferito attraverso un bacio.
I risultati indicano che il passaggio di glutine è possibile, ma generalmente in quantità molto ridotte. Solo due dei venti episodi osservati hanno mostrato livelli superiori alla soglia di sicurezza, fissata a 20 parti per milione dalla Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense per gli alimenti e i medicinali. Anche in questi casi, tuttavia, i partecipanti non hanno manifestato sintomi.
«Questo è stato un risultato importante per noi», ha spiegato la prima firmataria dello studio Anne R. Lee. «È un campione piccolo, ma in queste coppie il trasferimento di glutine è rimasto entro quantità sicure, nessuno ha avuto sintomi e riteniamo di poter rassicurare i nostri pazienti sul fatto che baciarsi è sicuro».
Lo studio prevedeva due diversi protocolli. In entrambi i casi, il partner non celiaco consumava una quantità prestabilita di glutine – dieci cracker per un totale di 590 milligrammi – prima di baciare per un minuto il partner celiaco. Nel primo scenario si attendevano cinque minuti prima del bacio; nel secondo, il partner non celiaco beveva circa 120 millilitri d’acqua subito dopo aver mangiato e prima del contatto.
I ricercatori hanno poi analizzato la saliva dei partecipanti e monitorato la presenza di peptidi immunogenici del glutine nelle urine. I dati mostrano che, sebbene il glutine fosse sempre rilevabile nella saliva del partner non celiaco, la quantità trasferita risultava generalmente molto bassa. Ancora più significativo il dato relativo all’acqua: quando il partner beveva prima del bacio, nessun campione superava la soglia di sicurezza e nella maggior parte dei casi non veniva rilevato glutine.
Lo studio si inserisce in un contesto in cui la celiachia rappresenta non solo una sfida alimentare, ma anche psicologica e sociale. L’ingestione accidentale di glutine può infatti provocare sintomi anche severi e duraturi. «Ogni volta che una persona con celiachia ingerisce glutine, molto spesso sviluppa sintomi che possono durare uno o due giorni», ha spiegato Lee. «Ma abbiamo anche pazienti con sintomi neurologici che possono durare una settimana e causare danni all’intestino, aumentando il rischio di altri problemi gastrointestinali nel tempo».
Non sorprende quindi che molti pazienti sviluppino una forte ansia legata al rispetto della dieta senza glutine. «Osserviamo in alcuni casi un aumento dell’ansia e quasi una ipervigilanza nel mantenere una dieta priva di glutine», ha aggiunto la ricercatrice, sottolineando come il timore di esposizioni accidentali possa influenzare profondamente la vita sociale e sentimentale.
Un precedente sondaggio online condotto dallo stesso gruppo su 538 adulti celiaci aveva evidenziato che quasi il 68 per cento riteneva la malattia un fattore rilevante nella vita sentimentale, mentre il 39 per cento dichiarava di essere esitante a baciare il partner proprio per paura del glutine.
In assenza di dati scientifici, negli anni si sono diffuse raccomandazioni empiriche – spesso elaborate online – su come evitare il rischio, come lavarsi i denti o utilizzare collutori prima di un bacio. «Non c’è alcuna base scientifica per queste pratiche, e finora non avevamo dati per fornire indicazioni affidabili», ha osservato Lee, ricordando anche casi estremi: «Avevo una paziente il cui marito, con la barba, veniva mandato a fare la doccia per assicurarsi che non ci fossero briciole residue. E questo non favorisce certo la spontaneità».
Le conclusioni dello studio puntano proprio a ridurre queste paure. «L’obiettivo è permettere alle persone con celiachia di vivere nel modo più normale possibile, preservando la qualità della vita e le relazioni», scrivono gli autori. «Ora possiamo informare i pazienti sul rischio quantitativo di esposizione al glutine attraverso il bacio, così che possano vivere relazioni e intimità senza la paura dell’ignoto».
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