occhiello
L’indagine
Gli Italiani e lo sport. Crescono gli sportivi e le persone convinte che l’attività fisica sia fondamentale per il corpo e per la mente
Redazione
Corpo

Chi lo fa non può rinunciarvi. Chi non lo fa vorrebbe farlo. E, comunque, da tutti (o quai) viene considerato fondamentale per la salute fisica e mentale. Lo sport è unanimamente riconosciuto come uno strumento di prevenzione efficace contro le malattie. Tanto che quasi il 79 per cento degli italiani vorrebbe fare più attività fisica di quella che riesce a praticare. Negli ultimi 10 anni il numero delle persone che si dedicano regolarmente all’attività fisica è aumentato progressivamente e costantemente: dal 59,3 per cento del 2012, al 64,2 per cento del 2017 fino al 69,2 per cento del 2022.

È quanto emerge da una ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, presentata in occasione dell’evento stampa “Salute e movimento: dalla prevenzione ai rimedi per i piccoli disturbi”. 

Lo sport fa bene al corpo e alla mente

«I benefici dell’attività fisica dipendono in minima parte dal dispendio energetico che si ottiene durante il periodo di allenamento. L’attività fisica, tuttavia, ha benefici complessivi per la salute poiché agisce positivamente sull’intero organismo grazie alla sua azione antinfiammatoria e antiossidante: la prima permette di intercettare, prevenire e controllare tutte quelle malattie cronico-degenerative, metaboliche e cardiovascolari (ad esempio, obesità, diabete, sindrome metabolica, ipertensione, ecc.), la cui presenza è la manifestazione di uno stato di infiammazione latente e silenziosa di basso grado (inflammaging) prodotta da stili di vita sbagliati e dall’avanzare dell’età, elementi che riducono le difese immunitarie. L’azione antiossidante, invece, ottenuta con la pratica regolare dell’esercizio fisico, potenzia le difese dell’organismo e crea una sorta di ‘barriera protettiva», spiega  Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienze dell’Alimentazione. 

Non solo benefici per il corpo. L’esercizio fisico agisce positivamente anche a livello psichico, perché “favorisce” la produzione di sostanze che hanno un effetto euforizzante e tonificante. In particolare, con il lavoro muscolare si liberano nel cervello particolari neurotrasmettitori, le endorfine, dotate di attività analgesica ed eccitante, che svolgono un’azione simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee. 

«Inoltre, per effetto dell’attività fisica, l’organismo produce anche altre sostanze che ci aiutano a stare bene. Vale la pena ricordare, in particolare, l’irisina (l’ormone dello sport) e la feniletilamina (l’ormone del “colpo di fulmine”), sostanze che hanno effetti positivi sull’umore e lo stato di benessere psicologico, mentale e cognitivo», afferma  Giampietro. 

Disturbi e rimedi

La maggior frequenza con cui si pratica attività sportiva ha un effetto anche sulla diffusione dei piccoli imprevisti e incidenti: dall’indagine emerge che nel corso degli ultimi cinque anni gli italiani che praticano sport, a cui è capitato almeno un piccolo incidente di salute, sono passati da 8 su 10 a 9 su 10, con un aumento della diffusione soprattutto dei disturbi più comuni.

Dolori muscolari e articolari sono i più citati e colpiscono frequentemente il 72 per cento fra coloro che fanno esercizio fisico, seguiti da distorsioni (30,7%), calli e vesciche (26,3%).  

Quando si tratta di piccoli infortuni, il ricorso ai farmaci di automedicazione rimane il comportamento di cura più diffuso: il 41,3 per cento si cura da solo con farmaci da banco. 

Stabile, secondo la ricerca di Human Highway, anche il ranking degli altri comportamenti tipici in caso di piccoli disturbi e incidenti derivanti dall’attività sportiva, seppur su valori superiori rispetto al 2017: la prima figura di riferimento in caso di incidenti e piccoli disturbi resta il medico di medicina generale (38,2%), la seconda è il farmacista (30,4%), mentre seguono, come fonti di informazioni, Internet e i consigli di altri amici sportivi. 

Rispetto agli uomini, poi, le donne aspettano che il dolore/fastidio passi senza fare nulla (15,5% delle donne contro il 6,6% degli uomini), mentre gli uomini sono più portati a chiedere consigli al medico e ai centri sportivi che frequentano.

 I consigli per prevenire gli infortuni

Ecco sei semplici regole per cominciare o ritornare a praticare sport evitando piccoli disturbi

  1. Precedere l’allenamento con il riscaldamento e chiuderlo con il defaticamento, “che ripresenta gli stessi esercizi del riscaldamento ma aiuta a decontrarre la muscolatura e a passare a una fase di rilassamento.”
  2. Rimanere ben idratati, bevendo piccoli sorsi durante l’intera giornata e durante la pratica sportiva. «Se l’attività supera i 60 minuti, può essere necessario aggiungere all’acqua un po’ di zucchero e sale da cucina (cloruro di sodio, NaCl), oppure 250 ml di succo di frutta di buona qualità (con almeno l’80% di frutta), 750 ml di acqua e 1 grammo di sale fino», dice Giampietro. 
  3. Sebbene non esista una regola precisa nel praticare un esercizio fisico (molti preferiscono la mattina, altri la sera), mai allenarsi a digiuno, ma fare sempre una prima colazione o uno spuntino, prevalentemente ricco di carboidrati e, nel momento in cui l’allenamento è molto lungo e con elevata intensità è importante prevedere uno spuntino glucidico (frutta essiccata, biscotti o dolcetti da forno). 
  4. Utilizzare un abbigliamento comodo e idoneo alla tipologia di esercizio. In particolare, è necessario essere coperti il meno possibile per permettere alla sudorazione di evaporare, compatibilmente con le condizioni metereologiche.
  5. Le calzature, poi, devono essere scelte sulla base dell’attività da praticare “e nel caso in cui ci fossero alterazioni morfologiche del ginocchio (valgismo o varismo) o del piede (valgo, varo, piatto o cavo) è sempre bene rivolgersi ad uno specialista e capire se utilizzare plantari ad hoc da applicare all’interno di una scarpa ‘neutra’”.  Anche la scelta dei calzini non è indifferente: è sempre bene non utilizzare quelli troppo consumati perché potrebbero facilitare la comparsa di abrasioni, ecchimosi e vesciche, impedendo di proseguire l’attività.
  6. Arrestare l’allenamento in caso si avverta dolore durante la pratica. «La semplice cefalea, dolore muscolare, dolore al petto o le vertigini sono tutti segni di allarme che indicano la necessità di interrompere l’attività. È dunque importante ascoltare il proprio corpo e fare attenzione alla percezione soggettiva dello sforzo fisico che una determinata attività richiede», conclude Giampietro. 

 

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Fiaso lancia Fiaso Run – Una corsa per la salute, il 1° Campionato di mezza maratona degli operatori sanitari, in programma il 20 settembre 2026 a Udine, nell’ambito della 26ª Maratonina Internazionale Città di Udine (www.maratoninadiudine.it).

Le iscrizioni si sono aperte in occasione della… Leggi tutto

Dopo cinque anni di assenza, quest'anno il Team Novo Nordisk, unica squadra al mondo di ciclisti professionisti con diabete di tipo 1, torna a misurarsi con la storia del ciclismo partecipando alla Milano-Sanremo. Sette atleti, tra cui quattro italiani, si faranno portatori di un messaggio: mostrare al mondo ciò che è possibile; andare oltre i… Leggi tutto

Non è detto che sia necessario fare sforzi da atleti per godere dei benefici dell’attività fisica. Una ricerca pubblicata oggi sul Journal of the American Heart Association mostra infatti che anche un movimento leggero può allungare la vita, perfino in chi convive con una condizione complessa come la sindrome cardio-nefro-metabolica, o CKM.… Leggi tutto

La partecipazione continuativa ad attività sportive organizzate durante l’infanzia è associata a una riduzione dei comportamenti oppositivo-provocatori nella prima adolescenza, in particolare tra i ragazzi.

A dimostrarlo è un nuovo studio condotto da Matteo Privitera, affiliato al Dipartimento di Sanità pubblica, medicina sperimentale e… Leggi tutto

In Italia il 35% della popolazione non pratica mai alcuna forma di sport o di attività fisica. In totale, i sedentari ammontano a oltre 20 milioni e 600 mila uomini e donne d’ogni fascia d’età. Dati che preoccupano gli oncologi italiani visto il peso rilevante dello scarso movimento nei tumori. Fare regolarmente attività fisica regolare infatti… Leggi tutto

In Italia il 90% degli adolescenti tra gli undici e i 15 anni non pratica attività sportiva quotidiana; meno del 10% svolge almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, come raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Un bambino su cinque tra otto e nove anni è in sovrappeso e uno su cinque è obeso; solo il 14% dei piccoli… Leggi tutto

Convivere con la spondiloartrite è possibile, raggiungendo anche una buona qualità di vita senza sviluppare gravi disabilità come in passato e mantenendo una costante attività fisica che contribuisce a stare bene.

Ai progressi nelle cure e nelle scoperte scientifiche più attuali è dedicato il convegno SpA & Sport, all’Università di… Leggi tutto

La senatrice Daniela Sbrollini è la nuova presidente dell’Italian Wellness Alliance (IWA), organizzazione creata nel 2012 e operativa su un piano internazionale, nata in accordo con la strategia globale dell’OMS e, in particolare, della NCD Alliance (Non-Communicable Diseases Alliance). Obiettivo fondamentale dell’IWA, che è l’organizzazione… Leggi tutto

Non si fa che ripeterlo: il movimento è la strategia migliore per prevenire le malattie cardiache. Vale a qualunque età, ma vale soprattutto dopo i 60 anni quando il rischio di avere qualche problema al cuore aumenta. Volendo però essere precisi, quanto bisogna muoversi?  La risposta più ovvia è sbagliata. Non serve arrivare a 10mila passi… Leggi tutto

Aumentando di poco l’attività fisica di tipo “cardio” si può ridurre di tanto il rischio di tumore della prostata. Secondo i calcoli degli autori di uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine il rapporto è il seguente: un miglioramento del 3 per cento del fitness cardiorespiratorio (CRF) comporta una riduzione del 35 per cento… Leggi tutto

Gli italiani che nel 2022 hanno dichiarato di non svolgere né sport né attività fisica nel tempo libero sono più di un terzo della popolazione. 

È il primo dato che balza agli occhi del Rapporto “Gli italiani e lo sport”, realizzato dall’Osservatorio permanente sullo sport, spin-off di Fondazione SportCity, in collaborazione con… Leggi tutto