Uno studio tedesco, condotto dal Max Planck Institute for Chemistry di Mainz e dalla University Medical Center dell'Università Johannes Gutenberg, pubblicato sulla rivista Frontier Allergy, ha dimostrato che il polline “cattura” e “trasporta” alcuni noti inquinanti atmosferici, come l'ozono, il biossido di azoto e il particolato, per poi rilasciarli nelle vie respiratorie, intensificando nelle persone allergiche le manifestazioni di ipersensibilità agli allergeni e innescando nei non allergici rinite, tosse e asma.
«La prevalenza e la gravità delle malattie allergiche scatenate dal polline delle piante trasportato dall'aria e da altri allergeni sono in aumento in tutto il mondo» osserva Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di aerobiologia medicina e ambiente (Siama). Ad avere un ruolo determinante in questa “epidemia di allergie” sarebbe anche l'esposizione eccessiva degli allergeni a alcuni inquinanti atmosferici che, proprio negli ultimi anni hanno raggiunto concentrazioni elevate. «Gli inquinanti entrano infatti nel polline – spiega l'esperto - e una volta raggiunte le vie respiratorie, vengono poi liberati, potenziando così, da un lato i sintomi del paziente allergico e dall'altro scatenando reazioni simil-allergiche nelle persone che hanno sempre mostrato una soglia abbastanza alta di sensibilizzazione al polline».
In sostanza, il polline “inquinato” scatenerebbe reazioni allergiche anche nelle persone che allergiche non sono.
Lo studio tedesco «ha mostrato che i pollini delle zone inquinate sono ricoperti da sostanze nocive che alterano il loro contenuto allergenico e possono rafforzarne l’effetto – conferma Mario Di Gioacchino, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) - provocando con maggiore facilità reazione allergiche anche in chi non ne soffre».
Il 2023 è un anno «di quelli che lasciano il segno – prevede Patella - perché siamo passati da concentrazioni di 200 pollini totali per metro cubo di media nei giorni di picco di cinque anni fa ai 2 mila attuali, ben dieci volte di più».
In conclusione, secondo Patella e Di Gioacchino «diventa dunque imprescindibile studiare e affrontare la malattia allergica alla luce anche delle problematiche ambientali, che possono aggravarlo o addirittura scatenarla».
Le raccomandazioni degli esperti per chi non soffre di allergie
1. Ricorso a lavaggi nasali ipersalini;
2. Utilizzo di lacrime artificiali;
3. Pettinarsi nel bagno e non in camera da letto per evitare che il cuscino raccolga il polline attraverso i capelli;
4. Se i sintomi peggiorano rivolgersi allo specialista prima di ricorrere ad antistaminici e corticosteroidi.
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