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Descrivere un prodotto alimentare nel modo più completo possibile e fornire al consumatore un insieme di informazioni utili per nutrirsi in modo consapevole.
È questo, in sintesi, lo scopo di Positive Food, sistema di etichettatura alimentare sviluppato in Italia con il know-how scientifico dell’Università Statale di Milano.
A presentarlo, venerdì 7 luglio a Roma, è stata l'Associazione Milan Center for Food Law and Policy, costituita con l'obiettivo di dare seguito ai temi di Expo Milano 2015 “nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Il progetto è un’assoluta novità nel panorama alimentare mondiale essendo la prima etichetta che basa la valutazione di un alimento in un’ottica multifattoriale, andando oltre al contenuto di informazioni nutrizionali. La certificazione verrà rilasciata alle aziende su base volontaria.
Il consumatore che acquisterà un prodotto alimentare etichettato con il sistema Positive Food potrà fruire di importanti dati e valori legati alle diverse dimensioni della sostenibilità dell’alimento e della relativa filiera, da quella etico-sociale a quella nutrizionale.
L’etichetta è stata elaborata partendo da quattro indici; in sintesi: Ambiente (un alimento deve essere prodotto in armonia con il pianeta e le sue risorse ed è necessario che il suo impatto, qualunque esso sia, venga dichiarato); Persone (all’origine di un buon alimento c’è il benessere di coloro che hanno concorso a produrlo, delle lavoratrici e dei lavoratori di tutta la filiera cui devono essere garantite condizioni di lavoro sane, sicure, giuste ed eque); Filiera (ogni prodotto fornirà una panoramica completa degli impatti sociali, delle opportunità e delle sfide nella produzione alimentare); Nutrienti (un’alimentazione corretta e completa deve essere varia e di qualità, e consentire di attingere a un elevato numero di differenti nutrienti).
Positive Food prevede un sistema di punteggio per ogni indice (da 0 a 5) che restituisce un valore complessivo in cui più il punteggio è elevato, maggiore sarà la sostenibilità complessiva del prodotto e della filiera. L’obiettivo dell’etichetta è quello di rendere il consumatore consapevole anche dell’impatto ambientale, sociale ed economico che caratterizza la filiera dei diversi alimenti, oltre al contributo nutrizionale.
«Il modello di etichettatura Positive Food è un indice composito – ribadisce Stefano Corsi, coordinatore scientifico del progetto e docente al Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali-Produzione, territorio, agroenergia dell’Università di Milano - che fornisce un punteggio sintetico relativo alla qualità dei prodotti alimentari secondo una logica olistica e multidisciplinare».
«Siamo entusiasti del progetto e di tutto ciò che ci aspetta. Siamo pronti per la creazione di un Program Operator – aggiunge Pier Filippo Giuggioli, docente al Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale dell’Università di Milano, responsabile del progetto per il Milan Center for Food Law and Policy - e siamo positivi sul fatto che la certificazione vedrà nei prossimi mesi la validazione sul territorio nazionale e in diverse filiere. Il nostro massimo impegno sarà fornire ai consumatori dati e riferimenti condivisi e chiari, strumenti in più per fare scelte consapevoli, rendendo i cittadini e le aziende parte attiva nel processo di transizione ecologica per uno sviluppo economico nel rispetto dell'ambiente e della sua sostenibilità».
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