Benessere visivo ed equità di accesso alle cure: come rendere efficiente il sistema

Il documento

Benessere visivo ed equità di accesso alle cure: come rendere efficiente il sistema

di redazione

Prevenzione e screening; nuovi modelli organizzativi tra ospedale e territorio; inserimento delle maculopatie nel Piano nazionale cronicità; disponibilità e utilizzo dei dati sanitari; accesso all’innovazione tecnologica.

Sono queste le aree di intervento indicate in un documento di consenso promosso dalla rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB), frutto del confronto e delle valutazioni dello Scientific and Advocacy Advisory Group e del Comitato per l’Equità di accesso alle cure per le malattie oculari.

Un lavoro di sintesi delle espressioni della comunità scientifica, delle Associazioni di pazienti e delle organizzazioni civiche che ha avuto il patrocinio dell’Intergruppo parlamentare Prevenzione e cura delle malattie oculari e contiene alcune proposte di policy la cui adozione potrà aprire una stagione di efficientamento del sistema, in linea con quanto si prefigge anche il disegno di legge n. 483 all’esame del Parlamento.

Cinque dunque le aree prese in considerazione dal policy statement sulle quali si intende promuovere un’ampia convergenza istituzionale, promuovendo una serie di confronti con le Istituzioni sanitarie del Paese.

Cultura della prevenzione e capillarità delle attività di screening restano comunque i primi e fondamentali pilastri del contrasto alle patologie ottico-retiniche sui quali l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – Iapb Italia promuove iniziative che, oltre all'opera di sensibilizzazione, consentono di identificare e misurare le dimensioni dei gap sanitari da colmare, come nel caso del progetto “Vista in salute” che negli scorsi anni ha interessato tutte le Regioni italiane.

«Abbiamo offerto a circa 9 mila persone uno screening gratuito delle principali malattie che provocano ipovisione e cecità nella popolazione over 40 – ricorda Mario Barbuto, presidente di Iapb Italia - constatando che il 20 per cento di coloro che avevano dichiarato di godere di un buono stato di salute, in realtà a un esame diagnostico mostravano i segni iniziali di una delle tre patologie indagate , cioè maculopatie, glaucoma e retinopatia diabetica. Soprattutto – precisa - abbiamo colto, grazie al contatto diretto con le persone, la grande difficoltà ad accedere ai servizi di cura e riabilitazione visiva del Servizio sanitario nazionale: un segnale che rende sempre più urgente una riorganizzazione dei servizi a livello territoriale per consentire ai soggetti a rischio di ricevere cure adeguate in tempi brevi ed evitare danni prevenibili, in termini umani ed economici».