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A Barcellona
Concluso il Congresso europeo dei farmacisti ospedalieri. Importante la presenza degli italiani
Redazione
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Sono stati oltre quaranta i lavori presentati dagli italiani al Congresso europeo dei farmacisti ospedalieri, suddivisi tra Abstract e presentazioni di Good Practice Initiatives a conferma, sottolinea Chiara Lamesta, coordinatrice dei giovani professionisti della European Association of Hospital Pharmacist (EAHP) «del desiderio degli specialisti e dei giovani colleghi italiani di confrontarsi sui grandi temi che la nostra comunità internazionale propone».

Il tema che EAHP 2026 ha affrontato a Barcellona del 18 al 20 marzo, osserva Ugo Trama, vicepresidente della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo), «è particolarmente attuale e in linea con il programma e la visione di farmacista ospedaliero che Sifo interpreta e porta avanti in Italia: un professionista sempre più integrato nel team sanitario per garantire cure di qualità in ogni condizione sociale e territoriale».

Con circa seimila partecipanti, un’attenzione a criticità come carenze di farmaci, tagli alla sanità, cronicità sempre più vaste e capaci di assorbire gli investimenti assistenziali delle nazioni, fenomeni migratori, l’EAHP ha confermato di essere uno dei più attenti palcoscenici professionali europei, ambito privilegiati di discussione sulla professione del farmacista ospedaliero, ma anche di osservazione sulle evoluzioni dei servizi sanitari.

«L’obiettivo del Congresso è stato raggiunto per i compiti che ci eravamo prefissi» commenta Piera Polidori, componente italiana del Board EAHP. «Da un lato infatti abbiamo puntato sul valore dei contenuti tecnico-scientifici – precisa - che ponevano la necessità di confrontarsi e trovare un terreno comune per sviluppare un lavoro di team e identificare al tempo stesso le caratteristiche di un’autentica leadership nei team sanitari; dall’altro ci eravamo posti la sfida di ampliare sempre più il respiro internazionale della nostra presenza, perché la più vasta rete internazionale ci permette di identificare tempestivamente il rapporto tra criticità e soluzioni». 

«Siamo lieti che anche quest’anno sia confermata la grande partecipazione italiana» sottolinea Trama. «È un motivo di orgoglio e soddisfazione registrare che la nostra comunità nazionale riesca a produrre studi di spessore europeo: ormai - conclude - il farmacista ospedaliero italiano ha uno spessore e una capacità di produzione scientifica che lo pone a pieno titolo tra i professionisti più attivi dell’intero Servizio sanitario nazionale».

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