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Alla Festa del cinema di Roma
Corpo libero, il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità
Redazione
Corpo

Iris, Marco, Maria, Roberto. Quattro persone sconosciute tra loro che però hanno in comune una compagna di vita: l'obesità. E che hanno deciso di raccontare la propria esperienza e i propri percorsi di rinascita fatti di coraggio, di sforzi e sacrifici per recuperare il controllo del proprio corpo e della propria vita affettiva e sociale.

Le raccontano nel documentario Corpo libero, prodotto da Telomero Produzioni con il patrocinio dell’Associazione Amici obesi, che venerdì 24 ottobre è stato presentato in anteprima nell’ambito della ventesima edizione della Festa del cinema di Roma.

Corpo libero, realizzato con il contributo non condizionante di Lilly, è il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità, raccontata sia dal punto di vista dei clinici sia attraverso il percorso dei pazienti.

«Conoscere i protagonisti di Corpo libero è stata un’esperienza di grande forza ed emozione» raccontano Donatella Romani e Roberto Amato, autori e produttori di Telomero Produzioni, che hanno scritto e diretto il documentario. «Le loro storie toccano profondamente – proseguono - e sono un esempio di come sia possibile liberarsi dal fardello dell’obesità, un peso che non è solo fisico ma anche legato allo stigma e al pregiudizio della società. Tanti racconti dolorosi, ma anche tante risate e un grande desiderio di condividere le proprie storie per incoraggiare chi ha problemi di peso a chiedere aiuto, a non chiudersi in sé stesso».

La narrazione di Corpo libero vuole andare al di là dei luoghi comuni associati all’obesità, malattia cronica complessa e multifattoriale, superando i confini della retorica per scrivere una semantica nuova, proiettata verso il domani.

«Collaborare alla realizzazione del documentario Corpo libero – spiega Iris Zani, presidente di Amici obesi e della Federazione italiana associazioni obesità (Fiao) - ha significato rimettermi nuovamente in gioco. Era da tanto che non mi raccontavo e ogni volta riaffiorano sensazioni in gran parte negative, che ho chiuso in un cassetto della memoria: non si possono cancellare, ma almeno tentare sì. Raccontare un vissuto ormai lontano significa dare speranza a chi, in questo momento, è convinto di non farcela e che nulla cambierà. Non è così».

Corpo libero è un racconto corale che vuole superare la grassofobia e incoraggiare le persone a intraprendere un percorso di cura che possa ridurre il rischio di andare incontro alle patologie correlate al sovrappeso e all’obesità e le aiuti a vincere lo stigma, l’isolamento e la paura di non farcela. Alle voci dei pazienti si affiancano quelle degli specialisti, Annamaria Colao ed Edoardo Mocini, che spiegano i meccanismi biologici alla base dell’obesità e raccontano la grande rivoluzione terapeutica che può aiutare le persone alle prese con questa malattia cronica a ritrovare la propria salute.

«La recente approvazione in Italia della prima legge al mondo che riconosce l’obesità come patologie recidivante e refrattaria è il compimento di un percorso già tracciato da anni a livello scientifico – sostiene Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy HUB di Lilly – che oggi prende forma anche da un punto di vista istituzionale e regolatorio. Il documentario Corpo Libero si inserisce in questo contesto come un contributo importante al percorso di riconoscimento e sensibilizzazione sulla patologia che stiamo portando avanti insieme a tutti gli attori del sistema salute, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione sull’obesità e favorire una maggiore consapevolezza non solo tra i pazienti, ma nell’opinione pubblica nel suo complesso».

Lo storytelling del documentario è accompagnato dalle riflessioni della “voce narrante” dell'attrice Stefania Rocca. Dopo l’anteprima della Festa del cinema di Roma, a novembre Corpo libero sarà disponibile in streaming su La7 e Amazon Prime Video.

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