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DidascaliaImmagine: Organizzazione Mondiale della Sanità
Massima allerta epidemiologica, ma senza cedere a restrizioni ingiustificate sui viaggi internazionali. Il Comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le sue raccomandazioni temporanee ufficiali per fronteggiare l'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo (BVD) che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e l'Uganda.
Il Direttore Generale dell'OMS ha confermato che l'epidemia costituisce un'Emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC). Tuttavia, il Comitato ha specificato che la situazione attuale non soddisfa i criteri di un'emergenza pandemica. L'obiettivo primario è contenere il virus in uno dei contesti operativi più complessi al mondo, bilanciando interventi sanitari aggressivi e rispetto dei diritti umani.
La situazione sul campo e la classificazione del rischio
L'OMS ha differenziato le raccomandazioni in base al livello di rischio dei diversi Stati, fotografando una situazione epidemiologica asimmetrica:
- Repubblica Democratica del Congo (Rischio "Molto Alto"): È l'epicentro dell'epidemia, caratterizzato da dinamiche di trasmissione complesse e da una preesistente crisi umanitaria nelle province orientali.
- Uganda (Rischio "Alto"): Al 22 maggio 2026, il Paese registra due casi confermati, entrambi con legami epidemiologici tracciabili verso la RDC. Al momento non si registrano trasmissioni secondarie all'interno del territorio ugandese.
- Paesi confinanti (Rischio "Alto" a livello regionale): Necessitano di un immediato innalzamento delle misure di preparazione.
- Resto del mondo (Rischio "Basso"): Chiamato alla vigilanza e alla 'prontezza diagnostica'.
L'allarme scientifico: mancano vaccini e cure approvate
Il vero fulcro dell'emergenza risiede nella natura stessa del patogeno. A differenza del più noto virus Ebola Zaire, il ceppo Bundibugyo (BDBV) presenta enormi ostacoli scientifici «Attualmente non esistono terapie o vaccini approvati contro il virus Bundibugyo. Mentre si stanno valutando potenziali terapie da sottoporre a studi clinici e si sta lavorando per accelerare la valutazione di potenziali vaccini, il controllo dell'epidemia si basa sull'intensificazione degli interventi di sanità pubblica», spiega il comitato.
Le misure stringenti per i paesi colpiti (RDC e Uganda)
Ai governi di Kinshasa e Kampala l'OMS chiede l'attivazione immediata dei meccanismi di gestione delle emergenze sanitarie sotto l'autorità diretta dei vertici di Stato. Le azioni coordinate prevedono:
- Dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria a livello nazionale o sub-nazionale.
- Tracciamento e isolamento: Registrazione rigorosa dei contatti di tutti i casi probabili e confermati, con monitoraggio quotidiano obbligatorio per 21 giorni dall'ultima esposizione. Le indagini sui segnali di allerta devono avvenire entro 24 ore.
- Corridoi di sicurezza: Negoziazione di corridoi sicuri, anche transfrontalieri, per consentire il movimento degli operatori sanitari e l'accesso alle cure delle comunità colpite.
- Screening in uscita: Obbligo di controlli della temperatura e questionari sui fattori di rischio in tutti i punti di uscita (aeroporti, porti e valichi terrestri). Ai casi sospetti o ai contatti stretti deve essere vietato qualsiasi viaggio internazionale, salvo evacuazioni mediche autorizzate.
Il Comitato ha inoltre raccomandato di valutare il rinvio di eventi di massa nelle aree colpite fino all'interruzione della trasmissione.
Linee guida per i paesi confinanti e globali: no al blocco dei voli
Per i Paesi che condividono confini terrestri con l'epicentro dell'epidemia, l'OMS impone di attivare la sorveglianza "a tolleranza zero" nelle strutture sanitarie, stoccare dispositivi di protezione individuale (DPI) e coordinarsi per il tracciamento transfrontaliero.
Per il resto del mondo, il Comitato suggerisce di istruire la medicina territoriale e le cliniche dei viaggiatori per identificare passeggeri con febbri inspiegabili provenienti dalle zone a rischio.
L'OMS ha voluto lanciare un messaggio chiaro in merito ai trasporti per evitare danni economici sproporzionati: «Al momento della pubblicazione di queste raccomandazioni, non viene raccomandata la sospensione dei voli o delle rotte commerciali, né il divieto di ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti. Le restrizioni indiscriminate sui viaggi non sono efficaci e rischiano di compromettere la risposta sanitaria».
Tutti gli Stati membri saranno tenuti a presentare all'OMS un rapporto trimestrale dettagliato sullo stato di attuazione delle raccomandazioni e sulle sfide riscontrate sul campo.
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