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Influenza in calo in tutto il mondo, ma la stagione non è ancora finita
Redazione
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L’attività influenzale su scala globale rimane stabile. La presenza dei virus dell'influenza, tra i campioni analizzati dalle reti di sorveglianza raggiunge circa il 10%, ma mostra segnali di progressivo rallentamento. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento epidemiologico internazionale, che fotografa una situazione differenziata tra emisfero settentrionale e meridionale, mentre l’attività del virus Sars-CoV-2, responsabile di Covid-19, si mantiene complessivamente su livelli bassi. Anche il virus respiratorio sinciziale resta stabile, con una circolazione contenuta.

Influenza: prevale il virus di tipo A

A livello globale, le rilevazioni dei virus influenzali hanno continuato a diminuire nel corso della settimana compresa tra il 16 e il 22 febbraio. Tra i virus influenzali identificati, predominano quelli di tipo A, mentre nelle ultime settimane si osserva un lieve aumento della quota di virus influenzali di tipo B.

Nell’emisfero settentrionale, la percentuale di positività è rimasta superiore al 10 per cento in diversi Paesi del Nord America, dell’Africa occidentale e settentrionale e in ampie aree dell’Asia occidentale, meridionale e sud-orientale. In alcune regioni dell’America centrale e dei Caraibi, dell’America meridionale tropicale, dell’Europa e dell’Asia orientale, la positività è ancora superiore al 30 per cento.

Incrementi dell’attività sono stati osservati in alcuni Paesi dell’America centrale e dei Caraibi e dell’Europa orientale, oltre che in singoli Stati dell’Africa occidentale e dell’Asia meridionale ed orientale.

Diversa la situazione nell’emisfero meridionale, dove l’influenza resta complessivamente su livelli bassi. Alcuni Paesi dell’America meridionale tropicale e dell’Africa orientale, nonché un singolo Paese dell’America meridionale temperata, hanno tuttavia segnalato percentuali di positività superiori al 10 per cento. Non sono stati rilevati aumenti di attività nei Paesi dell’emisfero sud.

Nelle aree con circolazione più intensa, il virus influenzale di tipo H3N2 risulta predominante nella maggior parte delle zone. Fanno eccezione l’America centrale e i Caraibi, dove domina il sottotipo H1N1, e l’Asia occidentale, dove i sottotipi H1N1 e H3N2 risultano codominanti. In Africa occidentale e nel Sud-Est asiatico si registra una codominanza tra virus influenzali di tipo A e di tipo B.

Sars-CoV-2 su livelli contenuti

Per quanto riguarda il virus Sars-CoV-2, la positività globale si mantiene stabile e su livelli bassi. Singoli Paesi dell’America centrale e dei Caraibi, dell’Europa settentrionale e dell’Africa orientale hanno tuttavia riportato percentuali superiori al 10 per cento. Un lieve incremento dell’attività è stato segnalato in un Paese dell’Europa settentrionale.

Virus respiratorio sinciziale: focolai circoscritti

Anche il virus respiratorio sinciziale conferma un quadro di stabilità e bassa circolazione a livello mondiale. Alcuni Paesi dell’America centrale e dei Caraibi, dell’Africa settentrionale, dell’Europa sud-occidentale e settentrionale e dell’Asia occidentale hanno riportato percentuali di positività superiori al 10 per cento.

Piccoli aumenti dell’attività sono stati osservati in singoli Paesi dell’Africa settentrionale, dell’Europa sud-occidentale e dell’Asia centrale, oltre che in alcuni Stati dell’America centrale e dei Caraibi e dell’Europa settentrionale e orientale.

In diverse aree — in particolare in America centrale e nei Caraibi, nell’Africa settentrionale, nell’Europa sud-occidentale e settentrionale e nell’Asia occidentale — si registra una contemporanea elevata attività sia dell’influenza sia del virus respiratorio sinciziale.

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