Ascoltare la voce delle persone con maculopatie, ridurre le disuguaglianze territoriali, standardizzare modelli organizzativi efficienti, valorizzare la medicina territoriale e di prossimità, garantire un più ampio accesso a terapie ad alta efficacia grazie ai farmaci biosimilari. Sono le azioni indicate nel documento “Verso una gestione virtuosa delle maculopatie in Italia: priorità e proposte” presentato mercoledì 18 marzo a Roma con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale una delle principali sfide sanitarie dei prossimi anni: l’impatto epidemiologico ed economico delle maculopatie.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il numero di persone con degenerazione maculare legata all’età passerà dai 195,6 milioni del 2020 a 243,3 milioni nel 2030, con un incremento significativo del carico assistenziale a livello globale. Anche in Italia il peso è rilevante: secondo la Società italiana di scienze oftalmologiche, ogni anno vengono effettuate nel nostro Paese tra le 300 e le 400 mila iniezioni intravitreali, con un impatto diretto sull’organizzazione dei servizi di Oftalmologia, sulle liste d’attesa e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
La limitazione della funzione visiva non rappresenta soltanto una condizione clinica, ma incide profondamente sulla qualità di vita e sull’autonomia delle persone, in particolare di quelle anziane.
Per rispondere a questa emergenza in modo coordinato, un board multidisciplinare composto da clinici e rappresentanti delle Associazioni dei pazienti si è riunito in workshop di ascolto e co-creazione promossi da Sandoz, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per migliorare l’accesso all’innovazione terapeutica e contribuire alla sostenibilità del Ssn.
Le proposte individuate dal board si articolano in cinque direttrici operative. In sintesi: programmare; inserire le maculopatie nel Piano nazionale cronicità e aggiornare i Lea; creare Percorsi diagnostico.terapeutico.assistenziali (Pdta) regionali armonizzati e valutabili; valutare una potenziale delocalizzazione dei centri per le terapie intravitreali, valorizzando anche la medicina territoriale; promuovere un uso appropriato e informato dei biosimilari, liberando e gestendo risorse da reinvestire anche in personale, innovazione tecnologica, prevenzione e screening.
«Con questo documento confermiamo il nostro impegno nel lavorare con le Istituzioni – sostiene Francesca Romana Ramundo, amministratrice delegata di Sandoz Spa - sempre al fianco di clinici e pazienti, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel rendere disponibili terapie di elevata qualità per un sempre più ampio numero di persone. Solo attraverso una trasparente collaborazione possiamo costruire un modello di gestione delle maculopatie più equo, efficiente e orientato al futuro, garantendo continuità assistenziale su tutto il territorio nazionale».
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