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La Campagna
Menopausa: non una breve fase, ma un terzo della vita
Redazione
Corpo

Menopausa e post-menopausa occupano un terzo della vita della donna: non si tratta quindi di una breve fase né di una condizione patologica che determina la fine della sessualità, della vitalità e della progettualità personale, come ancora troppo spesso viene rappresentata nell’immaginario collettivo. Al contrario, la fascia femminile over 50 è oggi protagonista di una stagione della vita caratterizzata da esperienza, consapevolezza e partecipazione attiva alla società. Per combattere gli stereotipi legati alla menopausa, però, serve partire proprio dalle parole che utilizziamo per raccontarla: da questo bisogno nasce “Menopausa, riscriviamo le regole”, campagna nazionale che coinvolge le diverse figure professionali che gravitano intorno a questa fase della vita. Il progetto (che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione del libro “M come Menopausa”, di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni) è stato presentato martedì 30 giugno in conferenza stampa alla Camera dei deputati.

Tra i temi affrontati durante la conferenza anche la salute cardiovascolare, oggi ancora troppo poco associata all’universo femminile, e il rischio oncologico, che assume particolare importanza anche dopo la menopausa.

Nella cornice della campagna, un importante ruolo divulgativo è rappresentato appunto dall’omonimo libro “M come Menopausa”, edito da Cairo editore: un vocabolario che raccoglie tutti i termini, dalla A alla Z, che gravitano intorno a questa epoca della vita femminile, per offrire i migliori termini per descriverla e favorire il necessario cambio di narrazione.

«La campagna – spiega Raffaella Cesaroni, co-autrice del volume – nasce con l’obiettivo di incoraggiare una nuova consapevolezza culturale e sanitaria attorno a una fase dell’esistenza che coinvolge milioni di italiane e che, grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, può estendersi dai 50 fino a oltre gli 80 anni. Una stagione da vivere pienamente – conclude - libera da pregiudizi e stereotipi, con il supporto dell’informazione scientifica e della prevenzione».

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