È disponibile anche in Italia vibegron, nuova opzione di trattamento sintomatico per i pazienti adulti con sindrome della vescica iperattiva (OAB, Overactive bladder), che in Italia colpisce circa 3 milioni di persone.
La sindrome si manifesta con una sensazione di continua urgenza di urinare che può portare a rinunce e limitazioni nella vita quotidiana e con la necessità di alzarsi più volte durante la notte per andare al bagno.
Vibegron è un agonista del recettore beta-3 adrenergico umano, principale responsabile del rilassamento della vescica umana.
«Si è visto che il trattamento con vibegron è riuscito a ridurre del 16% il numero di minzioni giornaliere rispetto al placebo alla dodicesima settimana – spiega Enrico Finazzi Agrò, professore di Urologia e responsabile dell'Unità operativa di Urologia al Policlinico Tor Vergata di Roma - con delle evidenze significative a partire già dalla seconda settimana. Inoltre, riduce del 59% il numero giornaliero di episodi di incontinenza urinaria da urgenza rispetto a placebo in pazienti con OAB Wet».
Secondo un'indagine condotta in sei Paesi europei, tra cui l'Italia, su un campione di oltre 16 mila persone di età uguale o superiore a 40 anni anni è risultato che solo il 60% delle persone con sintomi di OAB aveva consultato un medico e solo il 27% di queste era in trattamento al momento dell'indagine.
I principali fattori di rischio per la vescica iperattiva sono obesità, menopausa, fumo e uso di caffeina e teina. Può colpire entrambi i sessi, con maggior frequenza di incontinenza urinaria in quello femminile. La possibilità di sviluppare la vescica iperattiva aumenta con l’età, anche se questo disturbo non deve essere considerato come una conseguenza fisiologica dell’invecchiamento.
«Siamo convinti che l’innovazione portata da vibegron possa dare un significativo aiuto alle persone con OAB» commenta Giuseppe Di Majo, General Manager di Pierre Fabre Pharma. La sindrome della vescica iperattiva «è una condizione cronica – sottolinea - che, tra le altre cose, condiziona la libertà di spostamento non solo di chi ne soffre ma anche di chi gli sta vicino. Con il beneficio clinico portato da vibegron – assicura - la malattia avrà un minor impatto psicologico su queste persone con un conseguente significativo miglioramento della loro qualità di vita».
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