occhiello
Farmaci
Nuovi dati confermano l’efficacia dell’acido bempedoico nella gestione della dislipidemia e del rischio cardiovascolare
Redazione
Corpo

Daiichi Sankyo ha annunciato nuovi risultati dello studio MILOS che mostrano l’impatto dell'acido bempedoico nella gestione della dislipidemia nella pratica clinica reale, sia in monoterapia che in associazione a dose fissa con ezetimibe.

Presentati al Congesso dell' European Society of Cardiologya (Monaco di Baviera, 28-31 agosto), i risultati mostrano che le riduzioni clinicamente rilevanti del colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (C-LDL), ottenute entro il primo anno di trattamento, ci si attende siano associate a una riduzione clinicamente significativa del rischio cardiovascolare (CV) stimato a dieci anni.

Un’analisi condotta su 960 pazienti a rischio ha stimato che un anno di terapia aggiuntiva con acido bempedoico potrebbe essere associata a una riduzione relativa del rischio del 17,1% e in una riduzione assoluta del rischio del 4,8% rispetto al rischio stimato di eventi cardiovascolari maggiori a dieci anni. Inoltre, l'efficacia è risultata costante in entrambi i sessi: l’acido bempedoico, somministrato in monoterapia oppure in associazione a dose fissa con ezetimibe, ha mostrato un'elevata efficacia sia nelle donne sia negli uomini, determinando una riduzione relativa del C-LDL rispettivamente del 31% e del 25%. I risultati sono confermati indipendentemente dallo stato glicemico: il trattamento a base di acido bempedoico, con o senza altre terapie ipolipemizzanti, ha determinato una riduzione relativa media del C-LDL pari ad almeno il 24,9% e ha aumentato la percentuale di pazienti che hanno raggiunto i propri obiettivi terapeutici di C-LDL entro un anno, indipendentemente dalla presenza o meno di diabete.

«Questi risultati rafforzano la fiducia dei medici nell’impiego dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe nella pratica clinica reale, in diversi sottogruppi di pazienti, comprese le persone con diabete» sostiene Klaus G. Parhofer, professore di Endocrinologia e Metabolismo all’Università di Monaco di Baviera. «La conferma proveniente dai dati di real-world – prosegue - ci dà maggiore fiducia nell’utilizzo dell’acido bempedoico, consentendoci di gestire al meglio i nostri pazienti a rischio».

«Il nostro continuo investimento nella ricerca cardiovascolare è guidato dal desiderio di prenderci cura di ogni battito» assicura Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs, Specialty Medicines, Daiichi Sankyo. «Siamo impegnati a contribuire al miglioramento degli esiti clinici nelle malattie cardiovascolari – aggiunge - e i nostri più recenti dati di real-world continuano a dimostrare il valore dell’acido bempedoico, in monoterapia o sotto forma di compressa a dose fissa con ezetimibe, nella gestione delle patologie cardiovascolari in differenti sottogruppi di pazienti, affinché nessun paziente venga lasciato indietro».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.