Due persone, una con un tumore del colon, l'altra alla prostata: sono loro i primi pazienti italiani operati da chirurghi italiani in telechirurgia robotica a distanza. A effettuare gli interventi, il 31 agosto a Roma, sono stati, dalla console collocata nell’ospedale Isola Tiberina, Sergio Alfieri e Bernardo Rocco, mentre i pazienti erano a una decina di chilometri di distanza, nelle sale operatorie del Policlinico Gemelli, dove si trovava il resto dell'équipe chirurgica.
Si tratta dei primi interventi effettuati in Italia con questa modalità da chirurghi italiani su pazienti italiani e segnano l’avvio del programma di telechirurgia robotica del Policlinico Gemelli. I risultati dei due interventi sono stati presentati all'European robotic live-urological surgery meeting (ERUS26) che si è tenuto a Padova dal 9 all’11 settembre.
La telechirurgia, sottolinea Alfieri, professore di Chirurgia generale all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche delPoliclinico Gemelli, «può offrire a tutti i pazienti cure all’avanguardia, sia che si trovino negli ospedali del gruppo Gemelli, sia che si trovino in altri Paesi molto lontani come l’Africa, dove si sta valutando un progetto molto ambizioso al servizio dei più deboli. La possibilità di operare da remoto, con la console chirurgica ove opera il primo chirurgo, in una sede diversa di dove si trova il paziente, apre a nuovi scenari che possano garantire una cura democratica per tutti, oltre a rappresentare un ulteriore sviluppo di modelli di insegnamento e tutoraggio».
Il team che ha effettuato i due interventi «lavora da due anni con industrie internazionali leader della tecnologia robotica in chirurgia per il programma di definizione della tecnologia e degli standard clinici e regolatori della telechirurgia» ricorda Bernardo Rocco, professore di Urologia alla Cattolica e direttore della Clinica urologica del Gemelli. «È da questo percorso – aggiunge - che nasce oggi il primo progetto italiano strutturato di telechirurgia. Per la chirurgia si apre una nuova epoca».
Il progetto ha una duplice finalità: da un lato consolidare l’integrazione clinica e organizzativa tra le strutture del Network Gemelli; dall’altra sviluppare un modello di telechirurgia robotica, in grado di coniugare innovazione tecnologica, sicurezza, formazione e cooperazione internazionale.
A questa prima fase, clinica e formativa, ne seguirà una seconda, in cui la telechirurgia robotica potrà essere utilizzata anche per portare competenze chirurgiche specialistiche in aree del mondo nelle quali l’accesso alle cure più avanzate è ancora limitato, con particolare attenzione al continente africano.
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