Estensione dello screening mammografico alle fasce d’età 45-49 anni e 70-74 anni e approvazione di un fondo per i test molecolari ESR1 per le pazienti con carcinoma mammario metastatico: sono esempi degli obiettivi raggiunti nel primo anno dal lancio del Manifesto di Fondazione IncontraDonna “Un impegno per la salute 2025-2027”. Nato come strumento di patient advocacy, il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici, e non solo, lungo tutto il patient journey. Per presentare l’aggiornamento degli obiettivi 2026 e fare il punto sulle priorità ancora aperte nell’ambito della prevenzione e dell’oncologia, Fondazione IncontraDonna ha promosso martedì 9 giugno a Roma un momento di confronto con Istituzioni, comunità scientifica, Associazioni di pazienti e stakeholder del sistema salute. Tra i temi al centro dell’incontro l’attuazione delle misure previste dalla Legge di bilancio 2026 in ambito oncologico, l’ampliamento dello screening mammografico, l’accesso alla medicina di precisione, la genetica oncologica e la prevenzione personalizzata, l’integrazione della nutrizione nei percorsi oncologici, il consolidamento dei Percorsi diagnostico.terapeutico-assistenziali (Pdta) nei tumori ginecologici e la presa in carico dei pazienti che convivono con un tumore metastatico della mammella.
«Nel primo anno dal lancio del Manifesto – sottolinea Adriana Bonifacino, fondatrice della Fondazione IncontraDonna - abbiamo visto trasformarsi in azioni concrete molte delle priorità che avevamo condiviso con i rappresentanti del “sistema salute”». Si tratta di «segnali importanti – prosegue - ed ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi. L’innovazione è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, attraverso una rete organizzativa in grado di rendere la prevenzione e la cura sempre più appropriate, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso. Oggi gettiamo le fondamenta per i prossimi passi del Manifesto: continueremo a lavorare in questa direzione con la consapevolezza che la collaborazione tra Istituzioni, società scientifiche e Associazioni può contribuire al raggiungimento di una reale personalizzazione del prendersi cura e della cura».
