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Genova ha ospitato dal 9 all’11 aprile il XXXIII Congresso nazionale dell’Associazione urologi italiani (AURO.it), che ha riunito circa 900 partecipanti, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per l’urologia italiana ed europea. Tre giornate dense di lavori scientifici e formazione hanno segnato anche il debutto della nuova dirigenza guidata dal presidente Carlo Introini, che ha sottolineato come «i numeri registrati rappresentino un segnale forte della vitalità della comunità urologica e della qualità dell’offerta scientifica proposta», evidenziando il percorso di rinnovamento dell’Associazione in linea con le sfide del Servizio sanitario nazionale.
Il congresso ha potuto contare su un programma multidisciplinare dedicato all’intero spettro delle patologie urologiche. Ampio spazio è stato riservato all’oncologia urologica, con focus su tumori renali, testicolari e vescicali, ma anche a ipertrofia prostatica benigna, calcolosi urinaria, tecniche mini-invasive, tecnologie laser e applicazioni emergenti dell’intelligenza artificiale, fino alla crescente personalizzazione dei percorsi terapeutici.
«L’offerta formativa ha compreso corsi precongressuali teorico-pratici ed hands, sessioni plenarie in parte gestite dal gruppo Young AURO.it e un’intera area dedicata alla formazione hands on endoscopica, laparoscopica e robotica», spiega il direttore scientifico Giuseppe Simone, sottolineando il rinnovato interesse della comunità urologica testimoniato dalla presenza di 620 urologi e oltre cento infermieri. Grande attenzione è stata infatti riservata alla formazione pratica, con workshop, sessioni video e chirurgia semi-live che hanno permesso ai partecipanti di seguire interventi in tempo reale dai principali centri italiani.
Tra gli elementi distintivi dell’edizione 2026 spicca la partecipazione record dei giovani specialisti, favorita anche dalla collaborazione con l’European Association of Urology, che ha contribuito alle sessioni Hands-On dedicate alle tecnologie avanzate. In questo contesto la chirurgia robotica si è confermata uno dei temi più attrattivi per le nuove generazioni.
Durante la tre giorni sono stati assegnati i Premi per il Miglior video scientifico a venti urologi e un riconoscimento speciale al chirurgo Aldo Bocciardi «per il significativo contributo allo sviluppo e alla diffusione della tecnica della prostatectomia radicale robotica». Ampia partecipazione anche al workshop infermieristico sui protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), che ha evidenziato il ruolo centrale degli infermieri nella gestione del paziente chirurgico.
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