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Mettere in luce la diffusa violenza psicologica cui sono sottoposte molte delle 63 mila donne che ogni anno in Italia vogliono interrompere la gravidanza. È questo lo scopo dichiarato della Campagna “The Unheard Voice” promossa da Medici del mondo e presentata mercoledì 18 settembre a Roma.
Per l’occasione, grazie a un’esperienza sonora immersiva all’interno di una speciale installazione (una teca trasparente con un piccolo ambulatorio ginecologico) sono state riprodotte alcune delle frasi realmente pronunciate dal personale sanitario come «Doveva pensarci prima!», «Ti sei divertita, ora paghi», «Deve sentire il battito del feto, è fondamentale!», «Siamo donne, dobbiamo soffrire». Tutte testimonianze reali di donne le cui voci sono raccolte nel nuovo report di Medici del mondo “Aborto a ostacoli. Come le politiche di deterrenza minacciano l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza”.
«Con “The Unheard Voice” – spiega Elisa Visconti, direttrice di Medici del mondo Italia - vogliamo accendere i riflettori su una violenza psicologica, sistematica, pubblica e di Stato che non è più accettabile. Il report evidenzia quanto ancora siamo lontani dalle raccomandazioni dell’Oms e da quanto previsto dalla nostra Costituzione in merito al diritto alla salute che dovrebbe essere garantito dai Livelli essenziali di assistenza. E ciò a causa di una chiara volontà politica che può avere conseguenze sulla salute mentale delle persone che vogliono abortire. Come organizzazione medico sanitaria – prosegue Visconti - chiediamo al ministero della Salute di adeguare la normativa e le procedure in materia di Ivg recependo integralmente le raccomandazioni dell’Oms del 2022 e di garantire un sistema sanitario davvero capace di garantire il diritto all’aborto. Riteniamo inoltre necessari l’aumento del limite legale di età gestazionale in cui è possibile ricorrere all’Ivg, l’abolizione dell’attesa forzata e dell’obiezione di coscienza. L’interruzione volontaria di gravidanza – conclude Visconti - deve essere considerata esclusivamente come un atto medico, privo di connotazioni ideologiche, volto a garantire la tutela della salute psicofisica della persona gestante».
Nelle prossime settimane “The Unheard Voice” correrà online e sui social media per fare informazione e sensibilizzare su questo tema, mentre le testimonianze dell’esperienza sonora di Roma si potranno ascoltare su Spotify e a Parigi, dove l’installazione di Medici del mondo verrà portata il 28 settembre per un evento in occasione della Giornata internazionale per l’aborto sicuro.
Il prossimo 23 settembre, inoltre, Medici del mondo presenterà ufficialmente alla Camera il nuovo report “Aborto a ostacoli. Come le politiche di deterrenza minacciano l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza”.
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