Ci sono voluti due anni dall'approvazione della legge sull'oblio oncologico, ma alla fine è arrivato: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha pubblicato il Provvedimento n.169/2026 di indirizzo per le compagnie assicurative in attuazione della legge 193/2023.
Un documento che la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) e Fiagop (la Rete nazionale contro il cancro pediatrico) accolgono «con grande soddisfazione» perché, come spiega Elisabetta Iannelli, segretaria generale Favo, «recepisce in modo puntuale e sostanziale molte delle osservazioni che Favo e Fiagop avevano presentato congiuntamente durante la consultazione pubblica del gennaio 2025 nell’interesse delle persone guarite da tumore. Si tratta di un passo decisivo per garantire un’applicazione corretta, coerente e non discriminatoria della Legge n. 193/2023 sul diritto all’oblio oncologico».
In particolare, per Iannelli è «di fondamentale importanza» che venga chiarito che il certificato di guarigione «può essere richiesto esclusivamente ai fini della cancellazione delle informazioni sanitarie pregresse già fornite dall’assicurato quando non era ancora maturato l’oblio oncologico. Questo principio – precisa - tutela la dignità delle persone guarite e impedisce che vengano costrette a rivelare dati che la legge considera ormai soggetti a oblio, in pieno rispetto del GDPR e del principio di minimizzazione dei dati».
L’Ivass ha dunque chiarito «in modo definitivo» che le persone guarite non sono più obbligate a rivelare informazioni sulla loro precedente malattia quando stipulano o rinnovano una polizza: il certificato di guarigione serve solo per cancellare dati già forniti in passato e «non può diventare una nuova barriera».
Nei moduli unici precontrattuali (Mup) e nei documenti informativi precontrattuali (Dip) aggiuntivi, l’Ivass ha previsto che venga inserita una sezione dedicata al diritto all'oblio oncologico, in cui si chiarisce che le persone guarite (da più di dieci anni o cinque anni per i minori di 21 anni oppure nel termine più breve previsto per specifiche casistiche) non sono tenute a fornire informazioni, né a subire qualunque tipo di indagine (come per esempio una visita medica) su queste malattie pregeresse. Inoltre, la documentazione precontrattuale è stata modificata per chiarire che il certificato di guarigione è richiesto solo per contratti già in essere e il testo è stato riformulato per specificare che il cliente non è tenuto a fornire informazioni relative alla propria condizione patologica passata al momento della stipula o del rinnovo del contratto. «Queste modifiche rafforzano la trasparenza – assicura la segretaria generale Favo - e garantiscono un allineamento più rigoroso con la norma primaria e con i decreti attuativi».
Il lavoro svolto dall’Ivass, osserva infine Iannelli, «dimostra attenzione e sensibilità verso una platea di milioni di cittadini che, dopo aver superato una malattia oncologica, hanno diritto a non subire ulteriori discriminazioni nell’accesso ai servizi assicurativi e finanziari. Continueremo a vigilare affinché tutte le compagnie si adeguino rapidamente, perché nessuno debba più pagare il prezzo di una malattia che ha già superato».
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