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Tumore della prostata: in dodici anni evitati 30.745 morti in Italia
Redazione
Corpo

In dodici anni, dal 2007 al 2019, in Italia sono stati evitati 30.745 decessi per tumore della prostata, il 24,1% in meno rispetto ai numeri attesi). Si tratta di vite salvate, con pazienti che riescono a convivere a lungo con la malattia o a guarire grazie alla prevenzione e ai progressi nelle cure. Da un lato, aumentano in modo significativo i casi, con 41.100 nuove diagnosi stimate nel nostro Paese nel 2023 (erano 36 mila nel 2020). Dall’altro lato diminuisce la mortalità e sempre più persone vivono dopo la scoperta della malattia.

Oggi, infatti, sono disponibili terapie in grado di migliorare la sopravvivenza, ritardare la progressione di malattia e salvaguardare la qualità di vita, aspetti molto importanti soprattutto per i pazienti colpiti dalla neoplasia in fase metastatica. Un esempio è costituito da darolutamide, inibitore del recettore degli androgeni, approvato a marzo 2024 dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in associazione a terapia di deprivazione androgenica (Adt) e a chemioterapia, per il trattamento di prima linea dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.

Alle nuove prospettive di cura è dedicato il convegno ‘What’s NU, Traguardi che ispirano il futuro’, organizzato il 13 e 14 giugno a Milano da OVER Group, con il contributo non condizionante di Bayer Italia e Orion Pharma.

«Il successo di una terapia non può comunque prescindere dall’ottimizzazione della gestione dei pazienti – avverte Giuseppe Procopio, direttore del Programma Prostata e della Struttura di Oncologia medica genitourinaria dell'Istituto dei Tumori di Milano - che deve essere garantita attraverso un accurato lavoro di team multidisciplinare, finalizzato a garantire sia la terapia che la diagnostica più appropriate, sia a limitare effetti collaterali che possano impattare sulla vita quotidiana dei pazienti e dei caregiver».

Il carcinoma prostatico sostiene Francesca Russo, Medical Director di Bayer Italia, «rappresenta un settore chiave della ricerca di Bayer, attualmente presente sul mercato con due prodotti, Darolutamide e Radio-223, e altre molecole in sviluppo, tra cui radiofarmaci alfa-emittenti. L’azienda si rivolge con costante impegno ai bisogni specifici dei pazienti affetti da tumore della prostata, per prolungarne la vita mantenendo una quotidianità di valore e qualità, anche grazie a trattamenti adeguati alle diverse fasi della malattia».

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