ESC 2025
Cambiano le linee guida per valutare il rischio cardiovascolare
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    Bryan Brandenburg, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
    Didascalia
    Human Heart and Circulatory System
Redazione
L'aggiornamento sulla gestione dei livelli lipidici raccomanda l’uso di nuovi algoritmi predittivi. Nessuna evidenza, invece, che integratori e vitamine siano efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” e migliorare i risultati delle cure

Il nuovo aggiornamento mirato alle Linee guida sulla gestione dei livelli lipidici raccomanda l’uso degli algoritmi di predizione del rischio cardiovascolare SCORE2 e SCORE2-OP, già raccomandati nelle linee guida ESC sulla prevenzione, stimano il rischio a dieci anni di eventi cardiovascolari fatali e non fatali, cioè considerano non solo la mortalità ma anche la morbilità. SCORE2-OP, in particolare, è uno strumento di predizione specifico per persone tra i 70 e gli 89 anni. L'aggiormanento è stato presentato al recente Congresso ESC di Madrid (dal 28 agosto all'1 settembre).

«Combinando le nostre maggiori conoscenze mediche sui trattamenti con un modello predittivo migliorato, speriamo che più pazienti possano ricevere i trattamenti appropriati in anticipo. Questo approccio potrebbe salvare molte vite in Europa e oltre» auspica François Mach, dell'Ospedale universitario di Ginevra, copresidente del gruppo di esperti che redatto l'aggiornamento.

Le Linee guida raccomandano anche l’uso delle statine per prevenire malattie cardiovascolari nei pazienti con Hiv di età pari o superiore a 40 anni, indipendentemente dal loro rischio cardiovascolare. Le persone con Hiv hanno infatti un rischio raddoppiato di sviluppare malattia aterosclerotica rispetto alla popolazione generale, causata dal restringimento delle arterie, che riduce il flusso sanguigno e aumenta il rischio di infarto e ictus.

Le nuove raccomandazioni ESC/EAS prevedono inoltre di considerare la terapia con statine per i pazienti oncologici ad alto rischio di tossicità cardiovascolare correlata alla chemioterapia. La chemioterapia a base di antracicline, comune nel trattamento di tumori come il carcinoma mammario e i linfomi, può portare infatti allo scompenso cardiaco fino al 20% dei pazienti entro cinque anni. Le linee guida citano dati di quattro studi randomizzati che suggeriscono un beneficio delle statine nei pazienti a rischio elevato o molto elevato di complicanze cardiovascolari da chemioterapia.

«Le statine – ricorda Jeanine Roeters van Lennep, dell'Erasmus MC University Medical Center di Rotterdam e copresidente del panel di esperti autori dell'aggiornamento - sono farmaci sicuri, efficaci ed economicamente vantaggiosi per prevenire le malattie cardiovascolari. Esistono dagli anni Novanta ed è sorprendente che stiamo ancora trovando nuovi utilizzi. Dopo aver rivisto le evidenze, ne raccomandiamo l’uso anche in pazienti con rischi specifici, come persone con Hiv e pazienti oncologici trattati con farmaci potenzialmente cardiotossici».

«Siamo fortunati – sottolinea da parte sua Konstantinos Koskinas, dell'ospedale universitario di Berna e anch'egli copresidente del panel di esperti - ad avere a disposizione tanti trattamenti sicuri ed efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare, come le statine. Possiamo combinarli per ottenere risultati ancora migliori».

L’aggiornamento ha anche rivisto le evidenze disponibili dal 2019 sull’uso di integratori e vitamine per ridurre il colesterolo Ldl e non è stata trovata alcuna sostanza che sia sicura che efficace, quindi non se ne raccomanda l’uso per la riduzione del rischio cardiovascolare.

«Sappiamo che alcuni pazienti hanno timori riguardo alle statine – osserva ancora Jeanine Roeters van Lennep - spesso a causa di informazioni scorrette lette online. Questo porta alcune persone a cercare rimedi alternativi come integratori o vitamine». Tuttavia, aggiunge, «dopo aver esaminato le evidenze, non abbiamo trovato alcun integratore o vitamina sicuro ed efficace con un beneficio clinico rilevante. Anzi, uno di essi, il lievito di riso rosso, è stato vietato dall’Unione europea a dosaggi che potevano ridurre il colesterolo LDL, dopo che era stato associato a casi di decesso. Raccomandiamo a chiunque sia preoccupato per i propri livelli di colesterolo di consultare un professionista sanitario, piuttosto che affidarsi a rimedi rischiosi».

Oltre a confermare le precedenti raccomandazioni riguardo a uno stile alimentare sano, l'aggiornamento fornisce anche indicazioni sull’uso di nuovi farmaci ipolipemizzanti, come l’acido bempedoico, utile nei pazienti intolleranti alle statine, e l’impiego delle terapie di riduzione lipidica per migliorare gli esiti nei pazienti con sindrome coronarica acuta.


 

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