Senza sforzo, nessun vantaggio. Non ci sperate: con la bicicletta elettrica non si fa attività fisica

Il confronto

Senza sforzo, nessun vantaggio. Non ci sperate: con la bicicletta elettrica non si fa attività fisica

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Immagine: Raymond Wambsgans from Akron Ohio, USA, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Meglio non illudersi: usare la bicicletta elettrica non vale come attività fisica. Non si raggiungono gli obiettivi minimi per ottenere benefici sulla salute. E si rischiano anche più incidenti. Ma per gli anziani o le persone obese, che altrimenti non salirebbero mai in sella, è meglio di niente

Si sa come funziona: chi l’ha voluta deve pedalare. Per chi ha scelto la bicicletta elettrica, rispettare il patto è più semplice, ma è meno vantaggioso per la salute. Perché la regola impietosa è sempre la stessa: no pain, no gain. E con le bici a batterie ci si sforza troppo poco per ottenere i benefici garantiti da un’attività fisica più sofferta. Sembra ovvio, ma un gruppo di ricercatori dell’Institute of Sports Medicine di Hannover, in Germania, ha voluto dimostrarlo mettendo a confronto le fatiche dei ciclisti tradizionali che contano solo sui loro muscoli con quelle dei ciclisti assistiti che hanno la pedalata facilitata. I risultati dell’indagine pubblicati su BMJ Open Sport & Exercise Medicine non contengono sorprese: chi pedala senza aiuti ha maggiori probabilità di raggiungere il target settimanale di 150 minuti di attività fisica moderata-intensa (o di 75 minuti di attività fisica vigorosa-intensa). Il dato inaspettato è un altro: contrariamente a quanto si potrebbe pensare i ciclisti “elettrici” salgono in sella meno spesso dei ciclisti “puri”. 

I ricercatori hanno monitorato l’attività fisica di 125 ciclisti di e-bike e 629 ciclisti tradizionali residenti in Germania. I volontari hanno fornito informazioni sulla qualità di vita, l’attività fisica quotidiana, i problemi di salute e gli eventuali incidenti con la bici. Tutti i partecipanti ogni volta che salivano in sella attivavano lo smartwatch per il conteggio del tempo, della distanza, del battito cardiaco. Il monitoraggio è durato quattro settimane. 

Dal confronto gli e-biker hanno eseguito in media quasi 70 minuti in meno di attività fisica moderata-intensa rispetto ai ciclisti convenzionali che hanno accumulato oltre 150 minuti in più di sulle loro biciclette.

Inoltre, i ciclisti convenzionali effettuavano in media più uscite settimanali rispetto agli altri: 6 contro 4. Non solo: i ciclisti tradizionali restavano in sella in media 25 minuti in più degli altri, anche se i ciclisti con le bici elettriche percorrevano tragitti più lunghi. 

Come era prevedibile, il cuore dei ciclisti “puri” si allena di più. La frequenza cardiaca media dei ciclisti tradizionale era più alta, suggerendo un maggiore livello di sforzo: 119 battiti al minuto contro 111 battiti al minuto tra gli e-biker.

In conclusione, gli e-biker avevano circa la metà delle probabilità dei ciclisti convenzionali di raggiungere gli obiettivi dell’attività fisica consigliata.  I ricercatori hanno anche valutato la sicurezza dei due mezzi nell’arco di 12 mesi. È emerso che le biciclette elettriche sono più pericolose di quelle convenzionali, con un rischio di incidenti stradali del 63 per cento superiore. 

Insomma, la bicicletta classica vince il confronto. Ma i ricercatori ammettono che in alcuni casi la bicicletta elettrica è meglio di niente. Vale per le persone anziane o per le persone obese o in sovrappeso che altrimenti non farebbero attività fisica.