L'indagine
La sfida del Papillomavirus: cresce la fiducia nella prevenzione, ma i traguardi del 2030 restano lontani
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Redazione
Un’indagine dell’Istituto Piepoli rivela che due italiani su tre colpiti dalle conseguenze del virus oggi sceglierebbero la vaccinazione. Grave deficit informativo tra gli uomini. Un avatar per aumentare la consapevolezza sui vaccini

C’è un profondo senso di rimpianto, ma anche una rinnovata e solida fiducia nella scienza medica, nelle parole degli italiani che hanno dovuto fare i conti con le conseguenze del Papillomavirus (Hpv) umano. Se potessero tornare indietro nel tempo, circa due terzi di loro non avrebbero esitazioni: sceglierebbero la via della prevenzione e del vaccino. È questo uno dei dati più emblematici emersi dal nuovo Rapporto sociale elaborato dall’Istituto Piepoli per conto di Msd Italia, intitolato “I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione” presentato oggi a Roma. L'indagine, condotta su un campione di 1.800 persone tra genitori, donne e uomini, fotografa una realtà nazionale in chiaroscuro, dove la consapevolezza dell'importanza di difendersi da questo agente patogeno cresce costantemente, ma le coperture vaccinali appaiono ancora distanti dagli obiettivi fissati per raggiungere l'eliminazione dei tumori correlati entro la fine del decennio.

Eliminare i tumori derivanti dal Papillomavirus umano è un traguardo possibile. Il nostro Paese ha aderito formalmente allo Europe’s Beating Cancer Plan, il piano europeo di lotta contro il cancro. Tuttavia, i dati evidenziano la necessità di una decisa accelerazione. Il piano europeo e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale indicano infatti come obiettivo primario il raggiungimento del 90% di copertura sia per la vaccinazione sia per i programmi di screening entro il 2030. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal ministero della Salute, il valore di copertura vaccinale nazionale per il ciclo completo nella coorte nata nel 2009 — cioè le ragazze che compivano quindici anni nell’anno di rilevazione — si attesta ancora al 70,58%. Sebbene si registri un lieve e costante miglioramento rispetto al dato registrato sulla stessa fascia di età l’anno precedente (69,57%), la distanza che separa l'Italia dall’obiettivo della quasi totale eliminazione rimane significativa.

La complessità della sfida risiede anche in un doppio radicato equivoco culturale: che il Papillomavirus umano sia una minaccia esclusivamente femminile e sia legata solo al tumore della cervice uterina. Non è così: l’Hpv riguarda entrambi i sessi ed è connesso a un alto numero di tumori: quelli che colpiscono la vulva, la vagina, l'ano e il distretto oro-faringeo. 

«La vaccinazione contro l’Hpv è una vaccinazione anticancro a tutti gli effetti, perché previene tumori gravi e diffusi come quello della cervice uterina, oltre a tumori che colpiscono anche gli uomini» aggiunge Rossana Berardi, professoressa ordinaria di Oncologia dell'Università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche «Lo Europe’s Beating Cancer Plan, recepito in Italia dal Piano Oncologico Nazionale, indica chiaramente la vaccinazione Hpv come uno strumento chiave per eliminare i tumori prevenibili, fissando l’obiettivo di raggiungere almeno il 90% di copertura vaccinale e rafforzare lo screening entro il 2030. L’esperienza di Paesi come l’Australia dimostra che l’eliminazione dei tumori Hpv-correlati è possibile grazie a strategie integrate di vaccinazione e prevenzione», aggiunge. «Anche in Italia questo obiettivo è raggiungibile, ma è necessario aumentare le coperture vaccinali, ridurre le disuguaglianze territoriali, rafforzare una comunicazione corretta e basata sulle evidenze. Ed è fondamentale investire nella prevenzione lungo tutto l’arco della vita, non solo negli adolescenti ma anche negli adulti, che possono ancora beneficiare della vaccinazione e degli screening. Diventa quindi essenziale cogliere ogni occasione utile – a partire dai percorsi di screening – per promuovere la vaccinazione e proteggere donne e uomini dai tumori Hpv correlati. I dati presentati oggi confermano una crescente attenzione della popolazione verso la prevenzione oncologica e una maggiore fiducia nella vaccinazione».

Intanto, l’indagine conferma che i tumori rimangono in cima alle preoccupazioni degli italiani: sono infatti la patologia più temuta dal 60% degli intervistati in modo trasversale nei diversi segmenti della popolazione. C’è però una preoccupante asimmetria informativa tra i generi. Mentre oltre l’80% dei genitori e delle donne adulte vanta una buona conoscenza del virus, la percentuale crolla al 63% tra gli uomini adulti. All’interno dell’universo maschile persiste un cono d'ombra informativo allarmante: il 40% degli intervistati dichiara apertamente di non essere informato, il 47% ritiene erroneamente che l’infezione riguardi quasi soltanto le donne e il 30% è persino convinto che il Papillomavirus umano sia la causa dell’Aids.

«Per raggiungere l’obiettivo di eliminare i tumori Hpv correlati è necessario rafforzare tutte le leve della prevenzione» dichiara Giancarlo Icardi, Professore Ordinario in Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica all’Università di Genova e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Igiene dell'Ospedale Policlinico San Martino IRCCS. «Da un lato dobbiamo garantire il raggiungimento dei target di copertura vaccinale negli adolescenti, che rappresentano il pilastro della prevenzione primaria. Dall’altro, è fondamentale sviluppare strategie efficaci di recupero dei giovani non vaccinati e ampliare l’accesso alla vaccinazione gratuita anche alla popolazione adulta femminile e maschile, prendendo esempio dalle migliori esperienze regionali già attive nel nostro Paese. Oggi serve una strategia nazionale condivisa che metta insieme i pilastri della prevenzione – vaccinazione e screening – accessibilità e innovazione organizzativa», aggiunge. «L’eliminazione dei tumori da Hpv è una sfida di sanità pubblica che possiamo vincere attraverso un impegno comune di istituzioni, operatori sanitari, società civile e industria: ciascuno con il proprio ruolo e una responsabilità condivisa verso la salute delle persone e delle future generazioni».

Tuttavia, proprio sul fronte organizzativo emergono delle criticità. Una spia sottolineata dall’indagine è l'efficacia dei sistemi di convocazione: soltanto due genitori di adolescenti su cinque riferiscono di aver ricevuto dal proprio centro vaccinale di riferimento la cosiddetta "chiamata attiva", cioè l'invito formale personalizzato per sottoporre i propri figli alla profilassi.

Intanto, migliora l’informazione: «I dati della ricerca mostrano una crescente consapevolezza sull’Hpv e sull’importanza della prevenzione, ma anche la necessità di rafforzare la corretta informazione e l’accesso alla vaccinazione, soprattutto per i più giovani e per la popolazione adulta non ancora protetta» sottolinea Silvia Gregory. «Per costruire un vero percorso di eliminazione dei tumori da Hpv, serve una strategia integrata, che utilizzi tutte le strutture nelle quali vivono e si confrontano i giovani, dalla scuola allo sport, per parlare di prevenzione e vaccinazioni che devono poter essere fatte in modo accessibile anche tramite le farmacie».

Per rispondere in modo efficace e tempestivo a questa crescente e pressante domanda informativa, l'innovazione scientifica stringe un patto con le tecnologie digitali d'avanguardia. Per la prima volta in Europa, fa il suo debutto sul territorio italiano il dispositivo Holobox, uno strumento olografico interattivo e tridimensionale che proietta un avatar realistico dalle sembianze umane, battezzato Sofia, specificamente programmato per instaurare un dialogo interattivo e personalizzato con i cittadini, rispondendo alle loro domande, chiarendo i dubbi più frequenti sul virus e illustrando il valore clinico della profilassi. Questa innovazione si inserisce nella campagna “Scrivi oggi il tuo domani” di Msd. 

«La sfida della prevenzione primaria contro l’Hpv ci vede in prima linea da oltre 20 anni, con l’obiettivo di contribuire concretamente all’eliminazione dei tumori Hpv-correlati» ha dichiarato Nicoletta Luppi. Presidente e Amministratrice Delegata di Msd Italia. «Un impegno che si traduce in investimenti continui in ricerca e sviluppo, nella convinzione che scienza e innovazione siano leve fondamentali per vincere questa battaglia di sanità pubblica. La missione di Msd, tuttavia, va oltre. Sentiamo infatti una forte responsabilità anche nel promuovere un’informazione corretta, collaborando con società scientifiche, istituzioni pubbliche e associazioni di pazienti e della società civile. In questo contesto, si collocano le campagne di comunicazione vaccinale, approvate dal Ministero della Salute, pensate per supportare scelte consapevoli. Un esempio concreto è il lancio in Italia, per la prima volta in Europa, dell’Holobox, uno schermo digitale capace di proiettare un avatar olografico realistico. La nostra Sofia accompagnerà i cittadini in un percorso di conoscenza sull’Hpv, sui tumori a esso correlati e sul valore della vaccinazione. Solo integrando innovazione scientifica, informazione di qualità e collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute possiamo infatti rendere l’eliminazione dei tumori Hpv-correlati un obiettivo realmente raggiungibile», ha concluso Luppi. 


 

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