Vivere in un quartiere pieno di catene di junk-food aumenta il rischio di ictus

Il legame

Vivere in un quartiere pieno di catene di junk-food aumenta il rischio di ictus

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Immagine: Robin Stickel, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione
Uno studio che verrà presentato alla Stroke Concerence 2023 dimostra che chi vive nelle “paludi alimentari”, aree ad elvata concentrazione di catene di junk-food ha un rischio maggiore del 13 per cento di andare incontro a un ictus

Sono i regni del junk food dove i golosi sono messo a dura prova: ad ogni angolo c’è una nuova tentazione, basta fare pochi metri per passare dagli hamburger, agli hot dog, alle ciambelle, ai polli fritti, alle caramelle gommose, ai gelati dai colori improbabili. L’impatto di questi “luna-park” del cibo spazzatura sulla salute di chi ci vive accanto è talmente evidente che gli epidemiologi hanno coniato una definizione ad hoc: “food swamp”, paludi alimentari. Si tratta di aree urbane con un’elevata concentrazione di catene alimentari a basso costo dove procurarsi del cibo sano è davvero un’impresa. 

Secondo uno studio che verrà presentato all’International Stroke Conference dell’American Stroke Association 2023, gli adulti intorno ai 50 anni residenti vicino a una palude alimentare hanno un rischio maggiore di avere un ictus. 

Lo studio ha coinvolto circa 18mila adulti dall’età media di 64 anni scelti in modo da essere rappresentativi della popolazione generale. Più di 3 milioni di persone, pari al 3,8 per cento del campione, hanno dichiarato di aver avuto un ictus.

«Nonostante i grandi progressi nei trattamenti, l'ictus continua a essere un problema significativo e alcune persone possono subire danni nonostante un trattamento medico ottimale. Una dieta malsana ha un impatto negativo sulla pressione sanguigna, sulla glicemia e sui livelli di colesterolo che aumentano il rischio di ictus. Indipendentemente dai propri dati demografici o dallo stato socioeconomico, vivere in un quartiere con un'abbondanza di offerte alimentari scadenti può essere un fattore importante da considerare per molte persone», ha affermato Dixon Yang della Columbia University Irving Medical Center di New York City, autore principale dello studio. 

Dall’analisi è emerso che le persone che vivevano nelle vicinanze di una palude alimentare avevano il 13 per cento in più di probabilità di andare incontro a un ictus rispetto a coloro che vivevano in quartieri dove la presenza dei fast food era più discreta. 

Molti dei partecipanti vivevano in quartieri con un numero di catene di fast food 6 volte superiore a quello delle aree meno inquinate dal cibo spazzatura. 

«In questa fase iniziale della nostra ricerca, è importante sensibilizzare sul fatto che il quartiere e l'ambiente alimentare in una persona è inserita sono fattori potenzialmente importanti per la sua salute, specialmente tra le persone che potrebbero avere difficoltà a raggiungere obiettivi di salute cardiovascolare ottimali. In futuro, potrebbe essere utile concentrarsi su interventi basati sulla comunità o indicazioni dietetiche per migliorare la salute cardiovascolare, riducendo così, si spera, il rischio di ictus», conclude Yang.