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I brutti sogni potrebbero essere un segnale precoce del Parkinson
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    Immagine: w:User:Timitzer, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Un incubo una volta ogni tanto è solo un brutto sogno. Ma se in età avanzata i brutti sogni diventano frequenti potrebbero essere un segnale precoce della malattia di Parkinson. Chi ha il sonno disturbato da visioni inquietanti ha il doppio delle probabilità di ammalarsi

Un incubo, solo, isolato, una tantum, non è nient’altro che un brutto sogno. Ma le inquietanti visioni oniriche che si ripetono regolarmente potrebbero essere un segnale precoce della malattia di Parkinson. 

Lo suggerisce un nuovo studio dell’Università di Birmingham pubblicato su eClinicalMedicine condotto su oltre 3.800 uomini anziani. Chi faceva spesso brutti sogni aveva una probabilità doppia di sviluppare il Parkinson negli anni successivi rispetto a chi non aveva il sonno disturbato da immagini spiacevoli. 

Gli incubi frequenti rientrano nei sintomi della malattia neurodegenerativa, ma finora non erano stati considerati un potenziale indicatore del rischio di ammalarsi. 

«Sebbene possa essere davvero utile diagnosticare precocemente il morbo di Parkinson, ci sono pochissimi indicatori di rischio e molti di questi richiedono esami ospedalieri costosi oppure sono molto comuni e non specifici, come il diabete. Anche se sarà necessario condurre ulteriori ricerche in quest'area, la comparsa di brutti sogni e incubi in età avanzata senza alcun evidente fattore scatenante potrebbe avere importanza e le persone che sperimentano cambiamenti nei loro sogni dovrebbero consultare un medico», afferma Abidemi Otaiku, del Centre for Human Brain Health dell’Università di Birmingham. 

I ricercatori hanno seguito 3818 uomini anziani per un periodo di 12 anni. 

All’inizio dello studio tutti i partecipanti avevano riempito una serie di questionari tra cui anche uno specifico sulla qualità del sonno. 

Coloro che avevano segnalato di fare brutti sogni almeno una volta alla settimana avevano una probabilità maggiore di ricevere una diagnosi di Parkinson nel corso dello studio studio. 

In tutto, nel periodo di follow up, sono stati individuati 91 casi di Parkinson. I ricercatori hanno osservato che i partecipanti che sperimentavano brutti sogni frequentemente avevano il doppio delle probabilità di sviluppare la malattia rispetto a quelli che facevano sogni normali. La maggior parte delle diagnosi è avvenuta nei primi cinque anni dello studio. I partecipanti con il sonno disturbato dagli incubi durante questo periodo avevano più del triplo delle probabilità di sviluppare il Parkinson.

I risultati suggeriscono che una diagnosi di Parkinson può essere preceduta qualche anno prima dalla comparsa ripetuta di brutti sogni. Gli incubi si presentano molto prima delle manifestazioni tipiche della malattia, come tremori, rigidità e lentezza dei movimenti. 

I ricercatori sono convinti che, al di là del ruolo nella malattia di Parkinson, i sogni possano essere indicatori preziosi sul funzionamento del cervello che meriterebbero di diventare oggetto di studio nell’ambito delle neuroscienze. E intanto hanno annunciato di voler risalire attraverso le analisi con l’elettroencefalogramma alle ragioni biologiche dei cambiamenti nei sogni, indagando anche la possibilità di un’associazione tra i brutti sogni e altre malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. 

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