Dall'Alzheimer alla sclerosi multipla, così i nostri antenati hanno ereditato i geni del rischio

La ricostruzione

Dall'Alzheimer alla sclerosi multipla, così i nostri antenati hanno ereditato i geni del rischio

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Immagine: Sayo Studio
di redazione
L’analisi del Dna di reperti umani antichissimi spiega la maggiore diffusione in Europa della sclerosi multipla e dice anche perché i popoli del nord sono più alti. I geni che aumentano il rischio della malattia, ma anche quelli dell’altezza, sono stati introdotti dagli Yamnaya 5mila anni fa

Cavalieri delle steppe, allevatori di pecore e bovini, abili nella lavorazione dei metalli. Vivevano nell’Europa orientale (Ucraina, Russia, Kazakistan) e da lì circa 5mila anni fa sono migrati nell’Europa nord occidentale portando con sé la loro cultura, l’arte di addomesticare i cavalli e la lingua protoindoeuropea, che è all’origine degli idiomi europei attuali, e inevitabilmente anche il loro corredo genetico fatto di geni buoni e meno buoni. Sono loro, gli Yamnaya, ad avere introdotto nell’Europa del nord i geni dell’altezza ma anche quelli che aumentano il rischio di sviluppare la sclerosi multipla. Così si spiega come mai in quell’area del mondo si registri un’elevata prevalenza di sclerosi multipla. 

È quanto dimostrano quattro pionieristici studi pubblicati su Nature a cui sicuramente gli esperti di medicina evoluzionistica continueranno ad attingere per molto tempo. I ricercatori hanno infatti realizzato la più vasta banca genetica dei nostri antenati analizzando ossa e denti conservati nelle collezioni dei musei di tutta Europa e dell'Asia occidentale risalenti fino a 34mila anni e appartenenti a oltre 5mila individui. 

Per capire la portata dello studio, i campioni analizzati abbracciano un periodo storico che va dal Mesolitico al Medioevo, passando per il Neolitico, l’Età del Bronzo, l’Età del Ferro, l’epoca vichinga. 

Nel primo dei quattro studi, i dati del DNA antico sono stati messi a confronto con quelli del DNA moderno di 400mila persone che vivono in Gran Bretagna, conservati nella Biobanca del Regno Unito.

L’analisi ha permesso di ricostruire l’origine dei geni coinvolti nella sclerosi multipla e la storia di come sono arrivati in Europa, e in particolare nei Paesi europei nord occidentali. 

Si è scoperto che nella popolazione Yamnaya le varianti genetiche associate alla malattia autoimmune avevano una precisa ragione di esistere, una giustificazione evolutiva: quei geni conferivano una maggiore protezione dalle infezioni provenienti dagli animali, pecore e mucche, con cui gli uomini erano a stretto contatto. Probabilmente questi geni, gli stessi che aumentano il rischio di sviluppare la sclerosi multipla, hanno continuato a essere vantaggiosi per gli Yamnaya anche dopo l’arrivo in Europa. 

Viene spiegato così finalmente il mistero del cosiddetto “gradiente nord-sud” per la sclerosi multipla, ossia la grande differenza nel numero dei casi tra Paesi dell’Europa settentrionale e quelli dell’Europa meridionale: nel nord dell’Europa il numero delle diagnosi è il doppio rispetto al sud. Lo si eve all’effetto Yamnaya: l’influenza genetica del popolo della steppa sugli abitanti attuali dell’Europa meridionale è molto debole, mentre al contrario pesa parecchio sulle popolazioni del nord. 

Tutte le 233 varianti genetiche che attualmente aumentano del 30 per cento il rischio di sviluppare la sclerosi multipla sono state trovate nelle ossa e nei denti dei nostri antenati vissuti migliaia di anni fa. 

«Questi risultati ci hanno stupito. Forniscono un enorme passo avanti nella nostra comprensione dell’evoluzione della sclerosi multipla e di altre malattie autoimmuni. Mostrare come gli stili di vita dei nostri antenati abbiano influenzato il rischio di malattie moderne evidenzia il grande impatto degli antichi sistemi immunitari nel mondo moderno», ha affermato William Barrie, ricercatore  dell’Università di Cambridge e coautore dello studio. 

La gigantesca banca genetica finanziata dalla Fondazione Lundbeck di Copenaghen che contiene i profili genetici degli antenati degli attuali cittadini europei è un pozzo di informazioni preziose. 

Dall’analisi dei dati si è scoperto, per esempio, che la tolleranza al lattosio appare nel profilo genetico degli abitanti europei circa 6mila anni fa, che l’altezza delle popolazioni del nord Europa è un’eredità degli Yamnaya, che le popolazioni dell’Europa orientale hanno un rischio genetico maggiore di sviluppare l’Alzheimer e il diabete.