Lo studio
Individuata una causa genetica del lupus
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    Immagine: Christoph Bock, Max Planck Institute for Informatics, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Il sequenziamento del genoma di Gabriela, una ragazza spagnola con una diagnosi di lupus ricevuta a 7 anni, ha permesso di individuare una singola mutazione nel gene TLR7. La stessa che è emersa in altri pazienti con la malattia a esordio precoce. La scoperta apre la strada a nuovi trattamenti

Una singola mutazione puntiforme nel gene TLR7 è stata riconosciuta come la causa del lupus, la malattia autoimmune che provoca infiammazione negli organi e nelle articolazioni e si manifesta con una serie di sintomi come irritazione della pelle, sonnolenza, febbre, dolori muscolari. 

La scoperta, pubblicata su Nature, è frutto del lavoro di un team internazionale che ha sequenziato presso  il Center for Customized Immunology dell'Australian National University l’intero genoma di una ragazza spagnola che aveva ricevuto una diagnosi di lupus all’età di 7 anni. Il caso di Gabriela, questo il nome della paziante, si prestava particolarmente allo scopo dello studio visto che l’insorgenza così precoce della malattia è molto rara e suggerisce una singola origine genetica. La mutazione del gene TLR7 osservata in Gabriela è la stessa emersa in altri casi di lupus grave analizzati nei laboratori degli Stati Uniti e del China Australia Centre of Personalised Immunology (CACPI) al Renji Hospital di Shangai. 

Per avere la conferma che quella mutazione fosse realmente la causa della malattia autoimmune, gli scienziati hanno indotto la stessa mutazione nei topi servendosi della procedura di editing genetico Crispr. Gli animali con la mutazione hanno effettivamente sviluppato la malattia e manifestato sintomi simili a quelli degli esseri umani, dimostrando così che la mutazione del gene TLR7 è responsabile della malattia autoimmune. Gli scienziati hanno ricostruito il meccanismo molecolare che scatena il lupus: la  mutazione identificata dai ricercatori induce la proteina TLR7 a legarsi più facilmente a un componente dell'acido nucleico chiamato guanosina e a diventare in questo modo più attiva. Questa maggiore attività stimola l’intervento delle cellule immunitarie, rendendo più probabile una reazione autoimmune caratterizzata da un attacco al tessuto sano percepito come estraneo o danneggiato. 

«Questa è la prima volta che una mutazione TLR7 ha dimostrato di causare il lupus, fornendo una chiara evidenza del modo in cui questa malattia può insorgere», ha dichiarato Carola Vinuesa, prima ricercatrice del Centre for Personalised Immunology in Australia, co-direttrice del CACPI, a capo dello studio. 

Non tutti i casi di lupus presentano la mutazione del gene TLR7, ma molti pazienti mostrano segnali di iperattività su quel gene lasciando pensare che il gene TLR7 possa diventare un nuovo bersaglio terapeutico. 

La scoperta aiuta anche a comprendere come mai il lupus sia circa dieci volte più frequente nelle femmine rispetto ai maschi. Il gene TLR7, infatti, si trova sul cromosoma X, così che le femmine hanno due copie del gene mentre i maschi ne hanno una. Di solito, nelle femmine uno dei cromosomi X è inattivo, ma in questa parte del cromosoma il silenziamento della seconda copia è spesso incompleto. Così accade che le femmine con una mutazione in questo gene possano avere due copie funzionanti.

«L’identificazione di TLR7 come causa del lupus in questo caso insolitamente grave ha posto fine a un'odissea diagnostica e porta speranza per terapie più mirate per Gabriela e altri pazienti affetti da lupus che potrebbero trarre beneficio da questa scoperta», ha dichiarato Carmen de Lucas Collantes, coautrice di questo studio. 

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