Melanoma: l’interazione tra due proteine è cruciale nello sviluppo di metastasi

Lo studio

Melanoma: l’interazione tra due proteine è cruciale nello sviluppo di metastasi

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Immagine: Julio C. Valencia, Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione
Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha scoperto un meccanismo implicato nella formazione delle metastasi nel melanoma. È coinvolta una proteina associata alla celiachia. I risultati potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti

Finora era nota per essere implicata nella celiachia. Ora si scopre che la  la proteina Transglutaminasi di tipo 2 (TG2) svolge un ruolo chiave nella formazione delle metastasi nel melanoma. Più precisamente: la TG2 influenza l’espressione e l’attività della proteina MITF coinvolta nella capacità metastatica delle cellule tumorali. Lo hanno scoperto i Ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca su Cell Death & Disease.

Le cellule di melanoma possono presentarsi in almeno due stati diversi: uno più differenziato, capace di proliferare, ma meno invasivo, e uno invece indifferenziato, maggiormente invasivo e quindi più aggressivo.

La stessa cellula può passare da uno stato all’altro. Questa plasticità dipende dall’espressione della proteina MITF: alti livelli di MITF stimolano e sostengono uno stato più differenziato, cioè la formazione di cellule tumorali più specializzate, ma con minore capacità metastatica, bassi livelli di MITF sono invece associati a uno stato indifferenziato, ossia a cellule immature e non ancora specializzate, caratterizzate anche per questo da una maggiore invasività e da una maggiore propensione a formare metastasi.

«Abbiamo provato che l’espressione di TG2 è associata a una minore capacità delle cellule di formare metastasi in esperimenti di laboratorio in cui abbiamo potuto riprodurre almeno in parte il melanoma In particolare abbiamo osservato che TG2 è in grado di interagire con MITF, sostenendo così la capacità di quest’ultima di attivare geni coinvolti sia nel differenziamento, sia nella pigmentazione tramite la produzione della melanina. La conseguenza è una minore capacità di formare metastasi. In assenza di TG2, MITF non è infatti in grado di funzionare e ciò causa una riduzione sia della pigmentazione, sia del differenziamento, e un aumento di dimensione delle metastasi», spiega Luigi Leanza, a capo dello studio. 

Le future applicazioni dei risultati di questo studio, che hanno collegato per la prima volta l’azione di TG2 a una delle più importanti vie di segnalazione delle cellule di melanoma, sono molteplici e promettenti per la cura del melanoma metastatico.

Lo studio, coordinato da Luigi Leanza del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, è stato sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.