Parlate con loro: i figli di genitori chiacchieroni parlano prima e usano più vocaboli

Lo studio

Parlate con loro: i figli di genitori chiacchieroni parlano prima e usano più vocaboli

Mother_kissing_her_child.jpg

Immagine: Pixabay, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione
Un semplice studio che ha coinvolto bambini di diverse culture, lingue e condizioni sociali ha dimostrato che la loquacità è una dote di famiglia. I bambini circondati da adulti chiacchieroni iniziano a parlare prima e hanno un vocabolario più ampio dei bambini cresciuti in ambienti più silenziosi

Più di mille bambini dai due mesi ai quattro anni di età di 12 Paesi dei sei continenti nel mondo hanno indossato per diversi giorni un dispositivo per il monitoraggio del linguaggio, una sorta di “parolimetro” in grado, grazie a un algoritmo, di fornire una stima delle parole pronunciate da chi lo indossava e da chi si trovava nei paraggi. È un esperimento semplice che attraverso le 40mila ore di  registrazione ha fornito una spiegazione convincente alla domanda che da tempo si pongono pedagogisti, psicologi, neuroscienziati: come mai alcuni bambini imparano a parlare prima di altri? 

La risposta sintetica può apparire banale, ma non lo è affatto perché suggerisce un’importanza maggiore dell’ambiente rispetto alla genetica: tutto infatti dipende dalle abitudini della famiglia, i figli di genitori chiacchieroni parlano prima, parlano di più e crescendo sviluppano un vocabolario più ricco.   

Lo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences ha coinvolto bambini di differenti culture che parlavano lingue molto diverse da loro, dall’inglese, allo spagnolo, al vietnamita, al wolof usato in Senegal fino allo tsimané della Bolivia. Per questa ragione la ricerca fornisce una versione attendibile e universale dello sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita. 

Le registrazioni hanno confermato una serie di cose già note, ossia che i bambini più grandi emettono più vocalizzazioni rispetto a quelli più piccoli, che i bambini con sviluppo tipico sono più verbali rispetto a quelli effetti da perdita dell’udito, autismo o altre condizioni che possono influenzare l’acquisizione del linguaggio.

La novità dello studio è un’altra. Per la prima volta gli scienziati hanno calcolato quanto incide la loquacità degli adulti nella capacità di espressione verbale dei bambini. Quando gli adulti parlano tanto, anche i bambini diventano chiacchieroni. Secondo i calcoli degli scienziati in media, i bambini parlano 27 volte di più all’ora per ogni 100 vocalizzazioni in più degli adulti ascoltate. 

Contrariamente a quanto si può pensare, il livello di istruzione della madre non ha alcuna influenza sul modo di parlare dei figli.

La loquacità è anche indipendente dal reddito. Non sono emerse prove che i genitori più poveri parlassero meno ai propri figli. 

Resta però da chiarire quanto conti l’attitudine caratteriale. I bambini più espansivi potrebbero essere più invogliati a comunicare con l’esterno e gli adulti a cui si rivolgono potrebbero essere maggiormente spinti alla conversazione. In questo caso sarebbe difficile dimostrare l’influenza del padre o della madre sul linguaggio dei figli. 

Come devono comportarsi i genitori? Gli autori dello studio non danno indicazioni su quanto bisognerebbe parlare ai figli e come, ma si limitano a sottolineare l’importanza di coinvolgere i bambini nei discorsi «non tanto per fare in modo che parlino di più ma per sostenerli, amarli e dimostrare che ci si prende cura di loro», concludono.