Lo studio
Il sospetto: i disturbi del sonno sono legati all’aumento dei tumori tra gli under 50?
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    Immagine: Benjamin Watson, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
I risultati di due ampi studi epidemiologici presentati a Chicago contribuiscono alla ricerca scientifica sulle cause dell'incremento delle diagnosi oncologiche precoci a livello globale

La carenza e l'irregolarità del sonno potrebbero essere tra i fattori che alimentano l’aumento globale delle diagnosi di tumore tra gli adulti con meno di cinquant’anni. È la suggestione che arriva da due studi scientifici presentati a Chicago in occasione del meeting della American Society of Clinical Oncology (Asco). 

L'aumento dei tumori nei più giovani è un rompicapo scientifico. I dati statistici indicano che il numero di persone giovani a cui è stata diagnosticata la patologia è cresciuto di quasi l’80 per cento nell’arco degli ultimi tre decenni. A livello mondiale, i casi di tumore a esordio precoce sono passati da 1,82 milioni nel 1990 a 3,26 milioni nel 2019, mentre i decessi per cause oncologiche tra individui di età compresa tra i trenta e i quarant'anni, o più giovani, hanno registrato un incremento del 27 per cento. La comunità scientifica sta cercando di comprendere cosa ci sia dietro questo aumento. Innanzitutto se sia reale e non sia, invece, per esempio il risultato di una migliore capacità diagnostica e poi quali siano le cause che lo alimentano. 

I due nuovi studi, coordinati dall’MD Anderson Cancer Center (Centro Oncologico MD Anderson) di Houston, in Texas si inseriscono in questo solco. 

I ricercatori hanno preso in esame i dati sanitari di oltre 18 milioni di adulti residenti negli Stati Uniti rilevando che le persone con modelli di sonno alterati hanno una maggiore probabilità di sviluppare forme precoci di tumore all'intestino, al seno, all'utero o all'ovaio. In base alle rilevazioni, in alcuni casi specifici, gli individui sotto i cinquant'anni con una diagnosi clinica di insonnia hanno mostrato una probabilità fino a tre volte superiore di sviluppare la patologia oncologica entro un periodo di cinque anni.

«Questi risultati suggeriscono che la perturbazione del sonno può rappresentare un fattore di rischio clinicamente rilevante e potenzialmente modificabile nella stratificazione del rischio di cancro a esordio precoce, e merita ulteriori indagini», dicono gli autori. 

Claire Coughlan, responsabile clinico dell'organizzazione Bowel Cancer United Kingdom, intervistato dal Guardian ha ricordato che il tumore all'intestino rimane una patologia più frequente nei soggetti sopra i cinquant'anni, sebbene vi sia un numero crescente di evidenze internazionali circa l'aumento dei casi tra la popolazione più giovane. «Non sappiamo ancora esattamente perché ciò avvenga, ma i ricercatori attualmente ritengono che possa essere dovuto a fattori genetici e legati allo stile di vita», ha rilevato Coughlan, aggiungendo che «la conclusione di questo studio, secondo cui l’insonnia potrebbe essere un potenziale fattore di rischio nel cancro del colon-retto a esordio precoce, potrebbe in qualche modo aiutarci a comprendere le ragioni scientifiche alla base di questo aumento. I risultati di questa ricerca meritano di essere approfonditi ulteriormente».

Non mancano però gli inviti alla cautela: Megan Winter, responsabile dell'informazioni del Cancer Research UK, ha  sottolineato la necessità di studi a lungo termine. «Questi studi esplorano la possibilità che vi sia un legame tra l’insonnia e alcuni tipi di cancro nelle persone sotto i 50 anni, ma sono necessarie ulteriori ricerche, in particolare esaminando le persone su periodi di tempo più lunghi, prima di poter trarre conclusioni definitive», ha detto. 

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