Uno studio internazionale coordinato dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano e pubblicato su eClinicalMedicine, del gruppo The Lancet, ridisegna il ruolo della radioterapia nell’era dei farmaci biologici avanzati: nei casi ad alto rischio linfonodale riduce le recidive e aumenta la sopravvivenza
Lo studio ha analizzato i dati di 4.154 donne arruolate nel grande trial clinico internazionale ALTTO, seguite per un periodo di quasi dieci anni. Maria Carmen De Santis, oncologa radioterapista della Struttura di Radioterapia dei tumori della mammella, e Serena Di Cosimo, oncologa medica e referente dello studio ALTTO per l'Istituto, hanno coordinato e curato l'elaborazione scientifica, la verifica e l'interpretazione dei dati in collaborazione con il Breast International Group (BIG).
Negli ultimi anni si era ipotizzato che l'elevata efficacia dei nuovi farmaci potesse aver ridimensionato l’utilità del trattamento radiante. I risultati pubblicati sulla rivista del gruppo The Lancet mostrano però l'esatto contrario: la radioterapia non è affatto superata, ma va indicata in modo sempre più mirato e personalizzato.
Dall'analisi emerge infatti che il beneficio della radioterapia post-mastectomia è massimo ed essenziale nelle donne con quattro o più linfonodi interessati, nelle quali il trattamento si dimostra in grado di ridurre in modo significativo il rischio di recidiva locale, il tempo alla comparsa delle metastasi e di migliorare la sopravvivenza globale. Nelle pazienti con 1-3 linfonodi coinvolti il vantaggio appare più contenuto, ma tuttavia evidente, mentre non sono emersi benefici evidenti nelle donne senza coinvolgimento linfonodale.
I risultati dello studio, spiega Maria Carmen De Santis, prima autrice dell'analisi, dimostrano che «l'innovazione farmacologica e i trattamenti radianti sempre più sofisticati debbano integrarsi in modo strategico».
Il prossimo passo della ricerca, preannuncia Di Cosimo, sarà di «integrare nell'analisi i biomarcatori molecolari e le caratteristiche immunologiche del tumore. L'obiettivo finale è definire con estrema precisione a quali pazienti offrire la radioterapia, rendendo le decisioni terapeutiche realmente personalizzate sul profilo del singolo tumore».
