Dalla carenza all’eccesso. Entro 10 anni 32 mila medici di troppo

Pletora medica

Dalla carenza all’eccesso. Entro 10 anni 32 mila medici di troppo

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Immagine: Clever Cupcakes from Montreal, Canada, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione
Secondo l’Anaao si rischia un mercato sanitario con forza lavoro a basso costo e con un potere contrattuale azzerato. Il trionfo del lavoro precarizzato, ma con retribuzioni e diritti molto più bassi di oggi

Entro il 2032 in Italia la situazione della professione medica potrebbe capovolgersi: dall’attuale carenza si potrebbe passare a una sovrabbondanza di professionisti. Questa situazione potrebbe creare per i medici "un “imbuto lavorativo” e dare vita a un “mercato sanitario” con “forza lavoro a basso costo e con un potere contrattuale azzerato. Il trionfo del lavoro precarizzato, ma con retribuzioni e diritti molto più bassi di oggi”. È quanto emerge da un’analisi dell’Anaao Assomed, principale sindacato dei medici dipendenti del servizio sanitario. 

L’analisi, basata su dati Ocse, Onaosi ed Enpam, ha stimato che tra il 2023 e il 2032 quasi 109 mila camici bianchi lasceranno la professione attiva. Si tratta soprattutto di medici dipendenti del servizio sanitario (circa 40 mila),  ma anche più di 21 mila medici di famiglia, 17 mila medici del privato; e poi 4.400 pediatri di libera scelta, 6.300 specialisti ambulatoriali, 7.000 dottori di strutture equiparate al pubblico, 6.500 titolari di guardia medica, 2.800 medici della riabilitazione, 4.000 medici universitari.

Contemporaneamente crescerà il numero di medici che entreranno nel mercato del lavoro. Tra il 2023 e il 2032 si attendono 141 mila laureati in Medicina e Chirurgia. Inoltre, considerando i contratti per la formazione specialistica e le borse per  la formazione in medicina generale, secondo l’analisi Anaao «si prospetta un differenziale di circa 32 mila unità tra stima delle uscite e numero di specialisti e medici di medicina generale che saranno formati».

«La crescita del numero di medici, spesso definita ‘pletora medica’, è destinata ad essere fuori controllo se la politica in maniera miope continua a essere poco lungimirante commettendo gravi errori di programmazione», sottolinea Anaao.

Con questi numeri, sottolinea il sindacato, “l’abolizione del numero programmato a Medicina e Chirurgia è un provvedimento incapace di rispondere alla grave criticità attuale perché fuori tempo massimo”. Inoltre, “il problema delle carenze degli specialisti è stato già risolto con l’incremento dei contratti specialistici effettuato dal ministro Speranza”.

Al momento, conclude Anaao, la misura più urgente è «rendere più attrattivo il lavoro nel settore pubblico particolarmente in alcune specialità, come Medicina di Emergenza/Urgenza».