Nei primi nove mesi del 2025, secondo il Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale divulgato dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la spesa complessiva per i medicinali ha raggiunto quota 18 miliardi e 420 milioni di euro, con uno scostamento rispetto ai tetti programmati di 2,85 miliardi.
A pesare maggiormente sono i farmaci acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche, come ospedali e Aziende sanitarie locali, che hanno generato una spesa di 11,8 miliardi di euro, ovvero l’11,64% del Fondo sanitario nazionale (Fsn). Una percentuale superiore al tetto previsto dell’8,3%. Più contenuta, invece, la spesa per i medicinali dispensati attraverso le farmacie aperte al pubblico, che si attesta a 6,4 miliardi di euro, pari al 6,33% del Fsn, rimanendo sotto il limite fissato al 6,8%.
Dal calcolo sono però esclusi alcuni capitoli come i farmaci innovativi e gli antibiotici per infezioni da germi multiresistenti (580 milioni di euro) e i gas medicinali (183 milioni). Inoltre, rispetto al monitoraggio precedente, l’incidenza complessiva della spesa farmaceutica sul Fsn risulta in lieve riduzione.
A incidere sull’andamento degli acquisti diretti è stato anche il venir meno, a fine 2024, di farmaci innovativi per un valore di quasi 500 milioni di euro. L’introduzione di nuovi medicinali non ha compensato del tutto questa uscita, determinando comunque una spesa inferiore rispetto all’anno precedente di oltre 220 milioni di euro.
Sul fronte della spesa convenzionata, invece, si osserva un lieve aumento sia delle dosi dispensate (+0,2%) sia della spesa netta a carico del Servizio sanitario nazionale, cresciuta del 3,2%. Un trend che potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi con il progressivo passaggio di alcuni farmaci antidiabetici dalla distribuzione ospedaliera a quella in farmacia.
Il quadro resta molto eterogeneo a livello territoriale. L’incidenza della spesa per acquisti diretti varia dal 14,7% della Sardegna a meno del 10% in Lombardia e nella provincia di Trento, confermando come le politiche regionali incidano in modo significativo sull’equilibrio dei conti.
«L’andamento della spesa farmaceutica pubblica è influenzato da molteplici fattori, tra i quali l’introduzione di farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione – spiega Pierluigi Russo, direttore tecnico scientifico dell'Aifa - che in Italia presenta un trend di spesa crescente negli ultimi venti anni, simile a quello registrato in altri Paesi sviluppati e con un sistema sanitario pubblico». Nel 2025 «registriamo una rilevante riduzione della spesa per farmaci innovativi – prosegue Russo - a seguito della scadenza dei 36 mesi della patente di innovatività, prevista per legge, riversandone l’onere sul tetto degli acquisti diretti, che presenta una spesa da oltre dieci anni superiore ai livelli programmati».
Per garantire una migliore governance della spesa, come spiega il presidente dell'Aifa, Robert Nisticò, l’Agenzia sta mettendo a punto «una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità di nuovi medicinali ad alto costo e innovativi, oltre a lavorare sulle modalità di attuazione della norma recentemente introdotta con la legge di bilancio 2026, inerente alla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale».
