Il rapporto
Hiv, stabili le nuove diagnosi ma resta alto il numero dei casi identificati troppo tardi
  • Immagine
    HIV Virus
    Didascalia
    Immagine: NIAID, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Nel 2024 i nuovi casi registrati sono stati 2.379, poco sotto i 2.507 del 2023. nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi, in calo rispetto alle 613 del 2023.

In Italia il numero delle nuove diagnosi di Hiv rimane sostanzialmente stabile, ma continua a preoccupare la quota ancora troppo elevata di persone che scoprono l’infezione in fase avanzata. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), diffuso in vista della Giornata mondiale dell’1 dicembre. Nel 2024 i nuovi casi registrati sono stati 2.379, poco sotto i 2.507 del 2023, confermando un andamento costante del contagio.

A preoccupare è soprattutto l’aumento delle diagnosi tardive, un trend che prosegue dal 2015. «Serve maggiore sensibilizzazione sia sulla prevenzione sia sull’accesso al test», afferma Barbara Suligoi, direttrice del Centro. Nel 2024, due terzi degli eterosessuali e oltre la metà degli MSM (men who have sex with men) hanno scoperto l’infezione quando i valori dei linfociti CD4 erano già molto bassi. Un segnale che il contagio è avvenuto da tempo e che la malattia era già in fase avanzata.

Sulla stessa linea Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, che richiama l’urgenza di «mantenere alta l’attenzione sull’Hiv e sulle altre infezioni sessualmente trasmesse» e di promuovere una cultura della prevenzione soprattutto tra i più giovani.

Nel dettaglio, nel 2024 il 46% delle nuove diagnosi è stato attribuito a trasmissione eterosessuale, mentre il 41,6% riguarda MSM. Solo il 3,8% è legato all’uso di sostanze stupefacenti. La popolazione che vive con l’Hiv in Italia è stimata in circa 150 mila persone, con una prevalenza dello 0,3%. Le province più colpite risultano Roma, Firenze e Milano. Quasi metà delle persone testate lo ha fatto in presenza di sintomi, mentre solo un quinto si è sottoposto al test dopo comportamenti sessuali a rischio. Nel complesso, il 40,3% delle nuove diagnosi è risultato gravemente tardivo (CD4 < 200 cell/µL) e quasi il 60% sotto la soglia dei 350.

Sul fronte Aids, nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi, in calo rispetto alle 613 del 2023. L’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere sieropositive nei sei mesi precedenti, un indicatore che evidenzia come molti arrivino al test troppo tardi. I decessi tra le persone con Aids, dopo una riduzione nel 2021, hanno registrato un aumento nel 2022, raggiungendo quota 493.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Esiste un’associazione piuttosto forte tra l’espressione “sesso sicuro” e “preservativo”: per il 75% delle persone, infatti, è abbastanza spontaneo pensare ai condom come strumenti per la propria sicurezza e il proprio benessere sessuale. 

È, questo, il dato generale emerso dall'indagine condotta da Censuswide nel luglio 2025 per… Leggi tutto

Nel 2024 in Italia sono state segnalate 2.379 nuove diagnosi di infezione da Hiv, cioè quattro nuove diagnosi ogni 100 mila residenti. Le incidenze più alte sono state osservate nel Lazio, in Toscana ed Emilia-Romagna. Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive sono maschi nel 79% dei casi e l’età mediana è di 41 anni, più alta nei… Leggi tutto

La Commissione europea (Ce) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di lenacapavir, l'inibitore del capside dell'Hiv-1 iniettabile due volte all'anno da utilizzare come profilassi pre-esposizione (PrEP) per ridurre il rischio di Hiv-1 acquisito sessualmente negli adulti e negli adolescenti con un aumentato rischio di contrarre… Leggi tutto

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha adottato un parere positivo nell'ambito di una procedura accelerata che raccomanda lenacapavir, l'inibitore iniettabile del capside dell'HIV-1 di Gilead, per l'uso come profilassi pre-esposizione (PrEP) per ridurre il rischio di HIV-1 acquisito… Leggi tutto

Fare il test per l'Hiv anche se non si hanno sintomi: è questo l'Appello dell'Associazione nazionale per la lotta all'Aids (Anlaids) in occasione del quarantesimo anniversario dalla fondazione.

Su oltre 11.400 test eseguiti dal 2018 al 2024, un caso ogni 130 circa è risultato positivo. Tra chi si è sottoposto al test per la prima volta,… Leggi tutto

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nuove linee guida che raccomandano l'uso del farmaco lenacapavir a somministrazione semestrale come opzione aggiuntiva di profilassi pre-esposizione (PrEP) per la prevenzione dell… Leggi tutto

A due anni dall’autorizzazione al rimborso Aifa, la profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’Hiv in Italia ha registrato un incremento del 43,2%, con 16.220 utenti nel 2024 rispetto ai circa 11.330 dell’anno precedente. I dati, presentati nella 17a edizione dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (ICAR) a Padova, sono però… Leggi tutto

Nelle persone con Hiv che hanno già ottenuto la soppressione virologica, il regime a due farmaci dolutegravir/lamivudina (DTG/3TC) contro l’Hiv è efficace quanto il regime a 3 farmaci bictegravir/emtricitabina/tenofovir alafenamide fumarato (BIC/FTC/TAF) per il trattamento dell’infezione. È quanto emerge dallo studio di fase IV Paso Doble i cui… Leggi tutto

La rimborsabilità della profilassi pre-esposizione (Prep) decretata dall'Aifa nel 2023 è stata un passo avanti importante nella prevenzione dell’Hiv, ma resta insufficiente. Oltre a nuove strategie di messa in atto, la comunità scientifica e quella dei pazienti auspicano soprattutto l’approvazione da parte dell'Agenzia regolatoria della Long… Leggi tutto

Parlare di Hiv è il primo modo per combatterlo. L’infezione che ha seminato paura negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso oggi si può tenere sotto controllo grazie ai progressi nelle terapie che danno alle persone portatrici del virus la possibilità di avere una aspettativa di vita comparabile a quella della popolazione generale.… Leggi tutto

L'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (ICAR) torna a Roma dopo sei anni. Per questa XVI edizione, che si svolgerà dal 19 al 21 giugno sotto l’egida della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), di tutte le maggiori Società scientifiche di area infettivologica e virologica e del mondo della Community, sono… Leggi tutto

In tutti gli studi clinici le donne sono sottorappresentate. Non fanno eccezione i trial che testano l’efficacia delle terapie antiretrovirali contro l’Hiv.

«Di fronte all’Hiv - sottolinea Annamaria Cattelan, direttrice dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera di Padova, in vista del 22 aprile, Giornata… Leggi tutto

Non si può parlare ancora di guarigione. Ma i risultati di una sperimentazione su bambini affetti da Hiv fa ben sperare. Quattro piccoli  sieropositivi alla nascita sono rimasti senza tracce rilevabili del virus Hiv per più di un anno dopo la sospensione della terapia antiretrovirale nell’ambito di uno studio clinico finalizzato a… Leggi tutto

Si apre oggi, lunedì 4 marzo, la 13ª edizione di Fellowship e Community Award Program, i due Bandi di concorso promossi in Italia da Gilead Sciences per premiare i migliori progetti di natura medico-scientifica e socio-assistenziale nelle aree della virologia, oncologia e onco-ematologia. 

L’iniziativa, iniziata nel 2011, si… Leggi tutto

È nata oltre 35 anni fa a Foster City, in California, e da allora ha sviluppato soluzioni terapeutiche innovative per molte malattie, tra cui l’infezione da Hiv, le epatiti virali, il cancro. In Italia è arrivata nel  2000.

L’azienda è stata ora analizzata da The European House - Ambrosetti con un modello d’impatto… Leggi tutto

Nel 2022 in Europa (intesta come regione europea dell’Oms) le diagnosi di Hiv sono aumentate del 4,2 per cento, in 37 Paesi su 49 è stato registrato un incremento dei casi. Non è necessariamente una brutta notizia: da una parte infatti vuol dire che sono stati eseguiti più test e che meno persone restano ignare della loro condizione. … Leggi tutto

Il 40% delle persone che vive con l'Hiv apprende di avere l’infezione casualmente e, dopo averlo saputo, due su dieci aspettano a comunicarlo ad altri, principalmente per la paura del giudizio e dell’emarginazione.

A rivelarlo è l’indagine realizzata da Elma Research su 500 pazienti, che offre una “fotografia” del vissuto delle persone… Leggi tutto

La maglia rasata: un ferro tutto al dritto, un ferro tutto al rovescio. La maglia a legaccio: ogni ferro al dritto. Poi c’è la grana di riso, le coste, le trecce. Non è un corso di maglieria. È una pratica che riduce l’ansia, distrae dalle preoccupazioni, mantiene attivo l’interesse verso un obiettivo, favorisce la socializzazione. Insomma,… Leggi tutto