Costruire una vera e propria rete di “sentinelle di comunità”, in grado di riconoscere precocemente i segnali di rischio per il suicidio, offrire un primo supporto non specialistico e favorire il collegamento con i servizi di assistenza e cura. È questo l’obiettivo del lavoro dell’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’ambito della Joint Action europea Prism – Prevention oriented RIghts-based approach to Support Mental health in vulnerable population groups.
In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre, l’Iss presenta le attività avviate nell’ambito del progetto, che prevedono in Italia l’adattamento di Bizi, un programma di formazione rivolto ai cosiddetti gatekeeper: persone come medici di medicina generale e operatori dei telefoni di aiuto che per il proprio ruolo professionale o sociale entrano frequentemente in contatto con le persone vulnerabili e potrebbero trovarsi nella posizione di intercettare situazioni di vulnerabilità.
Nel 2023 in Italia sono stati registrati 3.830 morti per suicidio tra le persone di età pari o superiore a 15 anni, dato in lieve diminuzione rispetto ai 3.934 del 2022, che però conferma una sostanziale stabilità del rischio nel periodo post-pandemico, dopo la progressiva riduzione osservata fino alla fine degli anni 2010.
La mortalità presenta una forte differenza tra i sessi: circa il 75% dei decessi sono uomini, che nel 2023 hanno registrato un rischio quasi quattro volte superiore rispetto alla popolazione femminile.
Quanto all'età gli ultimi dati disponibili (riferiti al periodo 2019-2020) mostrano un aumento del rischio con l’avanzare degli anni, particolarmente evidente tra gli uomini. Nel periodo successivo alla pandemia è stato inoltre rilevato un incremento relativo del rischio suicidario tra i giovani sotto i 25 anni.
Quanto poi alle differenze territoriali, nel 2023 il Nord-Est si è confermato l’area con il rischio più elevato, mentre il Sud ha registrato i tassi più bassi. Le Isole hanno presentato valori superiori alla media nazionale.
Un segnale sulla sofferenza psicologia arriva dai servizi di ascolto. Nel 2024 Telefono Amico Italia ha ricevuto oltre 6.700 richieste di aiuto legate all’ideazione suicidaria; oltre 4.200 ne sono arrivate nel primo semestre del 2026, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Proprio i servizi di ascolto non specialistici potrebbero rappresentare un punto importante per intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità.
In questo quadro si inserisce la partecipazione dell’Iss alla Joint Action europea PRISM, finanziata dal programma EU4Health della Commissione europea per il periodo 2025-2028. All’interno del Work Package dedicato alla prevenzione del suicidio, l’Istituto sta lavorando all’adattamento italiano di Bizi, programma di formazione per gatekeeper sviluppato originariamente dal Servizio sanitario basco (Osakidetza) e riconosciuto dalla Commissione europea come strumento efficace per individuare e trasferire negli Stati membri promettenti pratiche di salute pubblica.
Si tratta di un percorso e-learning interattivo, gratuito e fruibile autonomamente, della durata complessiva di circa 90 minuti. Video, audio, casi simulati ed esercitazioni accompagnano i partecipanti nello sviluppo di tre competenze fondamentali: riconoscere precocemente i segnali di rischio, offrire un primo supporto adeguato e non specialistico e favorire l’invio ai servizi specializzati di assistenza e cura.
«La fase pilota italiana – spiega Eloise Longo, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Iss – sarà inizialmente rivolta agli operatori dei Telefoni Verdi istituzionali e ai medici di medicina generale del Servizio sanitario nazionale. Sono due contesti particolarmente importanti – aggiunge - perché consentono di entrare in contatto con persone vulnerabili e intercettare richieste di aiuto anche prima dell’accesso ai servizi specialistici».
L’efficacia della formazione sarà valutata attraverso la misurazione delle conoscenze sul fenomeno suicidario, degli atteggiamenti nei confronti del comportamento suicidario e dell’autoefficacia percepita dei gatekeeper. La valutazione sarà effettuata prima della formazione, al termine del corso e a sei mesi di distanza. Saranno inoltre analizzate la soddisfazione dei partecipanti e l’utilità percepita del programma.
Una volta conclusa la fase pilota, l’obiettivo è estendere progressivamente la formazione ad altre figure professionali.
