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One Health Foundation: la legge UE sul “restauro della natura” deve prevedere progetti sulla salute
Redazione
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In Europa ben il 14% dei decessi è attribuibile a fattori ambientali, tra cui l’inquinamento. Anche per questo l’Unione europea ha lanciato la “Legge sul restauro della natura”, con lo scopo di incentivare il rispristino degli habitat a tutela dell’ambiente e della biodiversità.

«Un ottimo provvedimento che deve essere applicato e reso operativo al più presto in tutti gli Stati membri» prevedendo «un ruolo da protagonista per l’Italia con un impegno forte a promuovere progetti in difesa della salute umana, puntando sulla prevenzione attraverso il miglioramento della qualità ambientale ma anche la promozione di stili di vita sani e le diagnosi precoci delle gravi malattie».

L’appello è stato lanciato martedì 20 maggio a Bruxelles nel corso di un convegno al Parlamento europeo organizzato da One Health Foundation, su invito dell’europarlamentare Matteo Ricci, per lanciare proposte concrete che possano perfezionare la legge comunitaria con un approccio One Health.

«La salute e il benessere degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente sono strettamente collegati e interdipendenti tra di loro» sottolinea Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e professoressa di Oncologia medica all’Università Politecnica delle Marche. «La nostra Fondazione -racconta - da oltre due anni sta promuovendo in tutta Italia iniziative di divulgazione e sensibilizzazione incentrate sul paradigma One Health. Ora a livello europeo si presentano ottime opportunità grazie alla nuova legge. Ben venga il “restauro” degli ambienti in cui viviamo, ma va dato più spazio alla promozione della salute. Solo all’inquinamento dell’aria sono strettamente collegate molte gravissime patologie, tra cui i tumori, le malattie respiratorie e cardiologiche».

«Siamo all’Europarlamento per ribadire che la tutela della salute umana e animale deve vedere anche il coinvolgimento diretto delle Istituzioni centrali e locali» spiega Mauro Boldrini, vicepresidente di One Health Foundation. «Vogliamo muoverci a livello continentale anche per valorizzare quanto abbiamo realizzato finora. Dal 2023 a oggi – ricorda - abbiamo svolto oltre 6 mila visite mediche gratuite sull’intero territorio nazionale e promosso attività di corretta informazione. Non solo, abbiamo vaccinato gratuitamente persone considerate a forte rischio di malattie infettive e avviato tavoli di lavoro multidisciplinari».

Ambiente e salute «sono da sempre strettamente collegati – osserva Vincenzo Caputo, membro del Comitato scientifico della Fondazione e direttore generale dell’Istituto zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche - e la ricerca scientifica continua a produrre evidenze su questa correlazione. Anche il benessere degli animali va tutelato e non solo per una questione etica ma anche nel nostro interesse. L’inquinamento, o comunque l’intervento umano, può danneggiare la salute di numerosi esseri viventi. Ma le patologie degli animali possono essere trasmesse anche all’uomo, con gravi conseguenze. Vi sono molti esempi, anche tragici, negli ultimi anni di questa pericolosa e diffusa tendenza.

«Grazie all’innovazione possiamo creare veri e propri scudi contro i virus respiratori umani e animali – aggiunge Vincenzo Pompa di E4life – con l’obiettivo di ridurre praticamente a zero il rischio di trasmissione, a tutela soprattutto delle persone più fragili».

One Health «è un approccio che deve essere il più multidisciplinare possibile» sottolineano infine Alessandro delle Donne e Nicla La Verde, membri del Comitato scientifico della Fondazione, e «combinare competenze diverse in vari campi della medicina, veterinaria, ecologia, scienze sociali e anche economia. La nuova legge europea si basa sul concetto che il ripristino delle normali condizioni ambientali possa determinare benefici sull’intera collettività e sui diversi territori. Vanno perciò studiati e approfonditi i vantaggi che ne derivano dalla riduzione del rischio di esposizione a fonti cancerogene, da una maggiore sicurezza alimentare e più in generale dal miglioramento della qualità di vita. Servono professionisti adeguatamente preparati e che collaborino alle iniziative legislative comunitarie. Siamo pronti a cooperare con tutte le Istituzioni – concludono - e a portare le nostre esperienze e competenze».

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