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Save the children
Siccità in Somalia: quasi 2 milioni di bambini sotto i cinque anni a rischio di malnutrizione acuta
Redazione
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Dopo quattro stagioni consecutive senza piogge, che hanno completamente esaurito le riserve alimentari in diverse regioni, la Somalia e in particolare i bambini stanno affrontando una crisi alimentare catastrofica.

A denunciarlo è Save the Children, che opera in Somalia dal 1951, fornendo servizi salvavita in ambito sanitario, nutrizionale, educativo e di protezione.

Una nuova valutazione dei bisogni condotta in sei regioni dall'Organizzazione umanitaria ha rilevato che nove famiglie su dieci, ovvero il 93% delle famiglie a Benadir (Mogadiscio) e il 90% a Galgadud (Somalia centrale), hanno un consumo alimentare "scarso", perché le riserve si sono praticamente esaurite e i bambini sono a rischio di grave malnutrizione. Solo il 2% delle famiglie riesce a mangiare adeguatamente. Secondo l’analisi, la mancanza di cibo sta avendo ripercussioni anche sull'istruzione: oltre 1.100 bambini hanno abbandonato la scuola nella regione di Gedo, nella Somalia meridionale, e quasi la metà delle famiglie nella regione di Galgadud ha ritirato i figli dai percorsi di istruzione perché costretti a spostarsi e a cercare cibo.

Si stima che in Somalia 4,4 milioni di persone, quasi un quarto della popolazione, dovranno affrontare una grave insicurezza alimentare e 1,85 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta fino alla metà del 2026.

Gli operatori di Save the Children segnalano che sempre più famiglie sono ormai costrette a scelte drastiche per riuscire a mangiare. Nella regione di Gedi, tutte le famiglie monitorate saltano i pasti o ne riducono in modo netto la quantità. La situazione non è diversa nelle regioni di Benadir, nel sud della Somalia, e di Hiiran, nella zona centrale del Paese, dove rispettivamente l’87% e il 92% dei nuclei familiari non solo tagliano i pasti, ma sono arrivati a vendere bestiame e attrezzi da lavoro, perdendo così anche le ultime fonti di carne e latte. A gennaio, inoltre, è iniziata la stagione secca, che segue la grave emergenza siccità dovuta alla scarsità di pioggia, per la quale il governo federale ha dichiarato lo stato di emergenza nel novembre 2025, la prima volta da quando il Paese ha evitato per un soffio la carestia nel 2022.

La crisi è aggravata da significativi tagli ai finanziamenti per le operazioni umanitarie. La copertura dell'assistenza alimentare è diminuita drasticamente, passando da 1,1 milioni di persone nell'agosto 2025 a sole 350 mila fino a novembre. Oltre 200 strutture sanitarie e nutrizionali hanno chiuso in tutto il Paese e più di 1,7 milioni di persone vulnerabili hanno perso l'accesso ai servizi di protezione.

«La crisi che sta devastando la Somalia è un tradimento nei confronti dei bambini e delle famiglie più vulnerabili del mondo» sostiene Mohamed Mohamud Hassan, direttore di Save the Children in Somalia.

«Quasi ogni famiglia – racconta un rappresentante della comunità nel distretto di Afgooye - ha perso completamente i propri mezzi di sostentamento. I nostri campi di mais e sorgo sono completamente distrutti: non c'è più nulla da raccogliere. Anche il bestiame è morto, almeno il 90% secondo le nostre stime, oppure è stato abbandonato perché le famiglie sono state costrette a spostarsi. La gente arriva al campo sfollati senza nulla: senza cibo, senza animali e nemmeno con gli utensili domestici di base».

Save the Children chiede pertanto alla comunità internazionale di aumentare urgentemente i finanziamenti umanitari per soddisfare i bisogni dei 6 milioni di persone che necessitano di assistenza, dare priorità al sostegno ai programmi nutrizionali e sanitari per prevenire la mortalità infantile, investire in programmi di resilienza a lungo termine e garantire che gli aiuti raggiungano le popolazioni più vulnerabili.

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