Mandorino (Cittadinanzattiva): «Accesso priorità per Ssn»
Le sfide del servizio sanitario raccontate dai protagonisti

Universalità, uguaglianza, equità. Erano – sono – i pilastri sui quali nel 1978 il Parlamento volle dare attuazione concreta all'articolo 32 della Costituzione ed edificare quello che per decenni è stato considerato “una conquista di civiltà” del nostro Paese: il Servizio sanitario nazionale. 

Per molto tempo è stato considerato uno dei migliori, se non il migliore, sistema di tutela della salute dei cittadini al mondo.

Oggi, a distanza di mezzo secolo da quando è stato concepito e poco meno da quando è stato approvato con la legge 833 del 1978, mostra innegabilmente crepe anche profonde, sebbene rimanga un presidio che pochi Paesi possono vantare.

La società italiana in questi decenni è cambiata demograficamente, socialmente, economicamente. Sono cambiati anche i bisogni di salute e allora, di fronte alle criticità che il Ssn presenta, c'è bisogno di operare delle scelte.

Salvaguardare il Ssn o cambiare sistema? Se sì, come? Cosa cambiare? Oppure vogliamo intraprendere una strada analoga a quella degli USA?

Per cercare di rispondere a queste domande abbiamo pensato di realizzare una serie di interviste ai principali attori del “sistema salute” italiano, ciascuna delle quali rappresentando il tassello di un disegno più ampio.

L'ambizione è quella di riuscire a creare una sorta di mosaico che possa restituire una visione e – perché no? – una piattaforma operativa sulla quale misurare il cambiamento, fermare la deriva disgregatrice e rinnovare, confermandola, quella “conquista di civiltà” che è il nostro Servizio sanitario nazionale.

Cominciamo questa serie di interviste incontrando Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, organizzazione “coetanea” del Servizio sanitario nazionale che promuove l'attivismo dei cittadini in diverse aree. In particolare, con il Tribunale per i diritti del malato e il Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici, tutela i diritti nell’ambito della salute.

Nota metodologica: abbiamo deciso di correre il rischio e di realizzare interviste (video e audio) che durassero più dei due-tre minuti che vorrebbe la tempistica del web. L'argomento ci sembra troppo importante per trattarlo a suon di slogan e che valga la pena di ascoltare le argomentazioni degli intervistati