Definire la priorità di una Life Sciences Strategy italiana e gettare le basi per una sua concreta realizzazione, anche facendo leva su un ruolo chiave che la farmaceutica del nostro Paese ha già dimostrato di avere in Europa.
Con questo obiettivo si è svolto mercoledì 13 novembre a Roma l'incontro dal titolo “Il valore del settore farmaceutico nel sistema Paese. Una Life Sciences strategy italiana”, promosso da Sanofi Italia.
L'Italia, infatti, può vantare una produzione che nel 2023 ha superato per la prima volta i 50 miliardi di euro, investimenti in innovazione per 3,6 miliardi (di cui 2 destinati alla Ricerca e sviluppo) e un numero di richieste brevettuali in crescita che registra un ritmo superiore alla media europea.
Tuttavia, secondo quanto emerso dall'ultima analisi del Technology Forum Life Sciences, promosso da The European House Ambrosetti, nel TEHA Life Sciences Innosystem Index, l'indice proprietario che misura le performance degli ecosistemi dell'innovazione nelle Scienze della vita di 23 Paesi dell'Unione europea, l'Italia si colloca nella fascia dei Paesi a medio-alta innovazione, posizionandosi al nono posto della classifica generale, ma rimanendo distante dai top performer: le prime tre posizioni sono infatti occupate da Danimarca (6,02), Germania (5,73) e Belgio (5,63).
Anche sul fronte del peso dell'Italia sul Pil a livello mondiale si registra una diminuzione negli ultimi trent'anni, passando dal 5,1% del 1992 al 2,2 % del 2023. E «anche in Europa – osserva Daniela Bianco, Partner e responsabile Practice Healthcare, The European House-Ambrosetti - si ha avuto un crollo dal 28,7% al 17,5%».
A dare slancio all'Italia e migliorarne il posizionamento nell'ecosistema dell'innovazione è comunque la produttività scientifica, dove il nostro Paese si distingue con quasi 80 mila pubblicazioni nel settore delle Scienze della vita, rappresentando così il secondo numero più alto in Europa.
«Mai come ora- sostiene Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi - è per noi cruciale che l'Italia investa finalmente in una Life Sciences Strategy ambiziosa che faccia leva sul nostro settore per valorizzare la ricerca, batta le ultime preclusioni ideologiche a partnership pubblico-privato, sviluppo industriale e accesso, per aumentare la competitività e spinta all'innovazione del nostro Paese e del nostro Continente, riguadagnando terreno in ambito globale».
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