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I medici: No all'abolizione del numero programmato nelle Facoltà di Medicina
Redazione
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Ai medici non piace l'abolizione del numero programmato nelle Facoltà di Medicina, cancellato nel testo base della Delega al Governo per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di Laurea in Medicina, Odontoiatria e in Medicina veterinaria, adottato dalla Commissione Cultura del Senato.

«Restiamo fermamente contrari all’abolizione del numero programmato a Medicina» dice il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, anche se, aggiunge, «apprezziamo l’intenzione del Legislatore di correlare il numero degli studenti ai fabbisogni di professionisti e al numero delle borse di specializzazione. Nutriamo tuttavia perplessità sulle modalità di attuazione, che auspichiamo siano presto chiarite»

Allo stesso modo, Anelli valuta «positivamente» il fatto che nel provvedimento sia in qualche modo normato il percorso dei Licei «a curvatura biomedica e che sia riconosciuto il ruolo degli Ordini. Proponiamo inoltre di anticipare il semestre di orientamento, spostandolo al periodo precedente l’inizio dell’anno accademico, per dar modo agli studenti di sostenere gli esami per la graduatoria di accesso già a settembre».

Decisamente più severo il commento di Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell'Anaao Assomed: «Lo stop al numero programmato a Medicina dimostra ancora una volta che la cecità politica si sta ormai cronicizzando».

Per il segretario del principale sindacato dei Medici e dirigenti del Ssn, «abolire il numero programmato è una soluzione miope e sintomo di assoluta mancanza di visione futura o peggio di una visione futura che porterà a una nuova pletora medica che favorirà manodopera privata a basso costo. Tutto questo in netto contrasto con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e del ministro della Salute sulla difesa del Ssn».

In Italia esiste il numero programmato, sottolinea Di Silverio, «e invece di investire in programmazione si aprono le porte a 70.000 giovanissimi studenti, confondendo il diritto allo studio con il diritto all’iscrizione alla Facoltà. Ma non resteremo in silenzio. Chiameremo a raccolta tutti gli studenti e gli specializzandi, tutta la categoria – annuncia - promuovendo raccolta firme e manifestazioni in tutta Italia affinché tutti abbiano la consapevolezza che questo è il colpo di grazia alla formazione medica, alla professione e soprattutto al sistema di cure pubblico».
L'Anaao chiede perciò un incontro al ministro dell'Università e ricerca, Anna Maria Bernini: «Le modalità di accesso alla facoltà di medicina – conclude Di Silverio - deve diventare un tema condiviso da tutte le parti in causa».

 

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