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DidascaliaImmagine: Official Navy Page from United States of AmericaKRISTOPHER RADDER/U.S. Navy, Public domain, via Wikimedia Commons
Il 2024 è stato un anno da record per i trapianti e le donazioni di organo IN Italia. Nell’anno da poco concluso sono state 2.110 le donazioni con un +2,7% rispetto al 2023; 4.692 i trapianti, 226 in più rispetto allo scorso anno (+5,1%). Sono i dati del rapporto sulle donazioni e i trapianti realizzato dal Centro Nazionale Trapianti presentato questa mattina al ministero della Salute.
Il tasso nazionale di donazione è salito a 30,2 donatori per milione di persone: è la prima volta che in Italia si supera quota 30, un livello che colloca il nostro Paese ai primi posti europei per donazioni di organi. Le regioni con il tasso più elevato si confermano Toscana (49,4 donatori pmp), Emilia-Romagna (45,5) e Veneto (44,7). Crescono, però, anche i tassi delle regioni meridionali (Sicilia +5,7, Campania +3,1, Calabria +2,7).
Per quanto riguarda i trapianti, sono stati quelli di cuore (+13%) e di rene (+6,6%) a crescere di più. I trapianti di rene sono stati complessivamente 2.393 (149 in più rispetto allo scorso anno), quelli di cuore 418 (nel 2023 erano stati 370). In aumento anche i trapianti di fegato 1.732 (+1,8%), in lieve calo quelli di polmone (passati da 188 a 174), stabili quelli di pancreas (36).
Tra gli elementi trainanti dell’aumento dell’attività di donazione e trapianto di organi c’è la crescita esponenziale della donazione a cuore fermo, ovvero quella da pazienti la cui morte viene accertata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti: le donazioni di questa tipologia sono cresciute del 30,8% arrivando a 276; 621 i conseguenti trapianti. Nel 2024 quelli da donazione a cuore fermo hanno rappresentato il 13,2% di tutti i trapianti realizzati.
Miglioramento anche nel campo del trapianto delle cellule staminali emopoietiche: nel 2024 è stato raggiunto il numero più alto di sempre sia per le donazioni (410) che per i trapianti (1.095) da non consanguinei. In quasi il 90% dei casi le cellule sono state prelevate da sangue periferico, la modalità meno invasiva, molto simile a una donazione di sangue. Crescono anche i donatori di midollo osseo: per la prima volta gli iscritti attivi nel registro IBMDR (ovvero le persone disponibili a donare) hanno superato il mezzo milione (512.194, con un +3,1% rispetto al 2023).
Restano però criticità. La principale è la crescita delle opposizioni nelle dichiarazioni di volontà raccolte nelle anagrafi comunali. Dei 3,7 milioni che le hanno espresso in sede di rinnovo della carta di identità il 36,3% ha detto no alla donazione dopo la morte. In questo momento nel Sistema informativo trapianti sono presenti 21,4 milioni di dichiarazioni di volontà: 15 milioni di consensi e 6,4 milioni di opposizioni. Al contrario, nelle rianimazioni la percentuale di chi ha rifiutato la donazione nel 2024 è scesa a 29,3% (in lieve calo rispetto al 30,3% del 2023).
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