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In Italia in 15 anni, dal 2009 al 2023, gli studi clinici no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria, sono diminuiti del 57%: erano il 40,3% del totale delle sperimentazioni nel 2009, sono calati fino al 17,3% nel 2023. Poche cifre che evidenziano la crisi della ricerca clinica indipendente, in cui l’oncologia svolge un ruolo predominante. Mancano risorse e personale. Serve perciò un cambio di passo per sostenere e rilanciare la ricerca indipendente.
A chiederlo sono gli specialisti dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) riuniti a Roma per il loro Congresso nazionale fino a domenica 9 novembre.
«Nel 2023 sono state autorizzate in Italia 611 sperimentazioni cliniche e 212, cioè il 34,7% del totale, riguardavano i tumori, l’area in cui si concentra il maggior numero di trial autorizzati» ricorda Francesco Perrone, presidente Aiom. Nel 2023 gli studi indipendenti sono tornati a crescere, raggiungendo quota 106 dopo i 98 dell’anno precedente. «Ma non basta. Il potenziale della ricerca oncologica in Italia è significativo – sottolinea il presidente Aiom - e i nostri studi sono in grado di cambiare la pratica clinica, ma servono più risorse. Il finanziamento in questo settore è, da sempre, sottodimensionato nel nostro Paese, che si colloca agli ultimi posti in Europa per sostegno pubblico».
«A valle degli studi registrativi dei nuovi farmaci, restano irrisolti molti quesiti per il miglior utilizzo delle terapie nella pratica clinica quotidiana» osserva Giuseppe Procopio, presidente eletto della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (Ficog). Gli ambiti degli studi no profit «riguardano principalmente la risposta a bisogni ancora insoddisfatti -precisa - non oggetto prioritario della ricerca promossa dall’industria farmaceutica, e la valutazione di efficacia e sicurezza di un trattamento nella reale pratica clinica, su una popolazione più ampia e con follow-up più a lungo termine».
Le Associazioni dei pazienti possono rivelarsi un prezioso alleato anche della ricerca, perché, come spiega Flori Degrassi, presidente dell'Associazione nazionale donne operate al seno (Andos), «hanno la capacità di favorire il reclutamento dei pazienti nelle sperimentazioni. Vanno superati i pregiudizi ancora presenti per la partecipazione agli studi clinici, che consentono di accedere, anche anni prima dell’approvazione, a terapie innovative e contribuire alla disponibilità della cura per altri pazienti colpiti dalla stessa neoplasia».
All’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), gli oncologi chiedono «supporto» sia in termini di finanziamento sia regolatorio, per facilitare la realizzazione degli studi indipendentiL.
L'Aifa ha messo a disposizione dal 2005 al 2023 circa 160 milioni di euro per studi indipendenti, consentendo di condurre lavori su aree rilevanti. Complessivamente, a oggi, sono stati finanziati dall’Agenzia regolatoria quasi 300 studi clinici, ma «è molto importante – conclude Perrone - che siano promossi anche altri bandi per la ricerca indipendente che, se supportata, può realizzare la triplice missione di migliorare la pratica clinica, aumentare il livello di conoscenza sui nuovi farmaci e fungere da supporto alle politiche di rimborsabilità».
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