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Tabagismo: dalla natura una nuova opzione terapeutica rimborsata dal Servizio sanitario
Redazione
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Un grappolo di piccoli fiori gialli simili al glicine custodisce una nuova opportunità per chi vuole smettere di fumare. Dal Cytisus laburnum, noto come maggiociondolo, si estrae la citisina, principio attivo di un nuovo farmaco ora disponibile anche in Italia. La molecola, già conosciuta da tempo in ambito clinico, entra in una nuova fase: da preparazione galenica diventa farmaco rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale.

La citisina è presente nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2024 ed è stata inserita nel 2025 nell’elenco delle molecole essenziali. La sua disponibilità in formulazione farmaceutica rappresenta un passo importante per ampliare gli strumenti a disposizione dei fumatori che desiderano interrompere la dipendenza da nicotina.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il profilo di sicurezza e tollerabilità: l’assenza di interazioni farmacologiche comprovate rende la citisina particolarmente indicata anche per pazienti fragili, con patologie croniche o in terapia con più farmaci. Gli effetti collaterali, quando presenti, risultano generalmente lievi e temporanei, con una buona tollerabilità anche nel lungo periodo.

Il meccanismo d’azione si basa sull’interazione con gli stessi recettori cerebrali attivati dalla nicotina. La citisina riduce i sintomi dell’astinenza e, allo stesso tempo, diminuisce il piacere associato al fumo. In questo modo contribuisce a modulare il tono dell’umore e ad attenuare manifestazioni tipiche dell’astinenza come irritabilità, ansia, insonnia e disforia, che sono tra le principali cause di ricaduta.

Prodotto dall'azienda polacca Adamed e commercializzato in Italia da Laboratorio Farmaceutico Ct,il farmaco è «particolarmente adatto a essere integrato nei percorsi per il trattamento multidisciplinare del Disturbo da uso di tabacco» sottolinea Claudio Leonardi, presidente della Società italiana patologie da dipendenza (Sipad). Lo schema a posologia decrescente, aggiunge, « è stato sviluppato con lo scopo di attenuare i sintomi da astinenza da nicotina e facilitare la cessazione del fumo. La cessazione completa del consumo di tabacco dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall'inizio del trattamento».

Il trattamento segue un protocollo standard di 25 giorni, con somministrazione orale e riduzione progressiva della posologia. Questo schema è stato validato da numerosi studi clinici ed è oggi uno dei modelli più consolidati nel trattamento del Disturbo da uso di tabacco (Dut).

«La citisina deve essere considerata un'opzione terapeutica di prima linea anche alla luce della recente introduzione tra i farmaci rimborsabili dal Ssn» sostiene Fabio Beatrice, primario emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e direttore scientifico del MOHRE. «Considerando la trasversalità dei danni da fumo - prosegue - il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD e di tutti gli altri specialisti impegnati nella cura di patologie che possono essere influenzate dalla presenza e persistenza del Dut».

La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche si inserisce in un contesto sanitario ancora critico. In Italia il consumo di tabacco è responsabile di oltre 90 mila morti ogni anno e genera costi sanitari e sociali superiori ai 26 miliardi di euro, tra spesa pubblica e perdita di produttività. Il fumo resta una delle principali cause prevenibili di morte e disabilità a livello globale, e la cessazione continua a rappresentare una sfida per la sanità pubblica.

L’introduzione della citisina nei percorsi di disassuefazione potrebbe migliorare l’efficacia dei trattamenti, favorire l’accesso grazie alla rimborsabilità e contribuire a una riduzione dei costi per il Servizio sanitario nazionale.

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