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L’esposizione al radon, anche in concentrazioni moderate, aumenta il rischio di ictus
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    Immagine: Famartin, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
All’aperto non è un problema, ma se penetra all’interno di case e uffici, e lì resta, può danneggiare la salute. Oltre ad essere la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo è un fattore di rischio per l’ictus. Il radon è un pericolo subdolo perché invisibile, inodore, incolore e insapore

Il radon è riconosciuto come la seconda causa di tumore al polmone. Ma gli effetti negativi sulla salute non finiscono qui. Ora si scopre che questo gas naturale è anche un fattore di rischio per l’ictus.

Il radon è pericoloso soprattutto perché invisibile, non emana odori, è incolore e insapore e silenziosamente può accumularsi negli negli ambienti chiusi, case, palestre, uffici, dove può raggiungere concentrazioni nocive per la salute. È impossibile accorgersi della sua presenza affidandosi solamente ai sensi, bisogna servirsi degli strumenti di rilevazione specifici. L’associazione tra l’esposizione al radon e il rischio di ictus è emersa in uno studio appena pubblicato su Neurology. I ricercatori hanno dimostrato che anche le concentrazioni moderate del gas incidono sulla salute aumentando la probabilità di andare incontro a un evento cerebrovascolare. 

Il radon è un gas di origine naturale presente in tutta la crosta terrestre. Si trova nel terreno e nelle rocce, in quantità variabile, e da lì può disperdersi nell’aria. All’aperto le concentrazioni non raggiungono livelli preoccupanti, ma se il radon penetra nei luoghi chiusi, per lo più attraverso spaccature del suolo al di sotto delle fondamenta degli edifici, lì si ferma e inevitabilmente viene inalato da chi si trova in quegli ambienti. Più a lungo si è esposti al radon, maggiori sono i rischi per la salute. Sono dannose anche concentrazioni moderate. 

Lo studio ha coinvolto 159mila donne dall’età media di 63 anni che non mai avevano mai un ictus. Tutte le partecipanti sono state seguite per 13 anni. Durante questo periodo di tempo ci sono stati circa 7mila casi di ictus. 

Gli scienziati hanno raccolto i dati sulle concentrazioni di radon dalla Environmental Protection Agency degli Stati Uniti. Non potendo calcolare con certezza la quantità di radon presente nei singoli luoghi chiusi, perché test di questo tipo non sono eseguiti a tappeto, i ricercatori hanno ricavato i dati indirettamente dalla mappatura sul territorio dell’Environmental Protection Agency (EPA). 

Per inciso, l’agenzia per la tutela dell’ambiente americana stabilice che la concentrazione di radon non deve superare la soglia dei 4 picocurie per litro (pCi/L). Nel  caso in cui gli strumenti di misurazione (esistono kit fai da te poco costosi) rilevino concentrazioni superiori gli esperti consigliano l’installazione di specifici sistemi di purificazione dell’aria. 

I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi. Il gruppo più numeroso abitava in aree in cui le concentrazioni medie di radon erano superiori a 4 pCi/L. Il gruppo di mezzo viveva in aree con concentrazioni medie comprese tra 2 e 4 pCi/L e il gruppo meno numeroso viveva in aree con concentrazioni medie inferiori a 2 pCi/L.

Ebbene, nel gruppo con la più alta esposizione al radon, ci sono stati 349 ictus ogni 100.000 anni-persona (misura combinata del numero di soggetti coinvolti e del periodo di esposizione al rischio) rispetto a 343 ictus nel gruppo intermedio e 333 nel gruppo con l’esposizione più bassa.

«Il radon è un inquinante dell'aria interna che può essere rilevato solo attraverso test che misurano le concentrazioni di gas nelle case. La nostra ricerca ha rilevato un aumento del rischio di ictus tra i partecipanti esposti al radon al di sopra ma anche fino a 2 picocurie per litro al di sotto di concentrazioni che rientrano nelle raccomandazioni dell’Environmental Protection Agency di installare un sistema di mitigazione del radon domestico», ha affermato Eric A. Whitsel, dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, autore principale dello studio.

Secondo i calcoli dei ricercatori, dopo aver escluso altri fattori di rischio per ictus come diabete, pressione alta, fumo, i partecipanti maggiormente esposti al radon aumentavano il rischio di ictus del 14 per cento rispetto a chi viveva nelle aree con le concentrazioni del gas più basse. Per le persone del gruppo intermedio il rischio aumentava del 6 per cento. 

«È importante notare che abbiamo riscontrato un aumento del rischio di ictus tra coloro che sono esposti a concentrazioni di radon fino a 2 pCi/L al di sotto dell’attuale soglia indicata per il rischio di cancro del polmone e per raccomandare la mitigazione del radon.

Sono necessari ulteriori studi per confermare i nostri risultati. La conferma rappresenterebbe un’opportunità per migliorare la salute pubblica affrontando un fattore di rischio emergente per l’ictus», ha affermato Whitsel.

 

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