Il Gruppo italiano screening mammografico (Gisma) e la Deep Tech italiana Health Triage annunciano l’avvio di un progetto che ha lo scopo di aggiungere evidenza scientifica all’uso dell’intelligenza artificiale nei programmi di screening per l’identificazione precoce dei tumori al seno.
Il GISMa e Health Triage intendono convalidare un approccio alla refertazione da adottare nei programmi nazionali di screening in cui il triage delle mammografie è effettuato con l’intelligenza artificiale (Ia).
Con un campione di 75 mila donne, BREAST.AI è uno dei più grandi studi europei mai condotti con un disegno randomizzato prospettico nell’ambito della diagnostica senologica. A differenza di altre esperienze internazionali, i radiologi opereranno in modalità “blinded” (cioè senza conoscere il punteggio assegnato dall'Ia). Verrà utilizzato il software BreastNegative per analizzare le mammografie e identificarne il grado di sospetto. Nel protocollo, gli esami classificati come "negativi" dall'algoritmo vengono indirizzati a una singola lettura umana, mentre i restanti casi vengono refertati da due radiologi, come consueto nello screening. Questo approccio permetterebbe una riduzione del carico di lavoro dei radiologi, che potranno quindi dedicarsi ai casi più difficili o assicurare un’estensione della copertura dei programmi di screening. Nel progetto, Gisma agirà come garante scientifico terzo, verificando la solidità metodologica, l'analisi statistica e il rispetto degli standard internazionali di buona pratica clinica (GCP).
«Questo studio rappresenta un’opportunità cruciale per valutare in modo rigoroso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei programmi di screening» sostiene Francesca Caumo, vicepresidente del Gisma. «Il nostro obiettivo è validare modelli che garantiscano il pieno rispetto dei principi di sicurezza, appropriatezza e qualità che da sempre guidano il Gisma – prosegue - assicurando che l'innovazione tecnologica sia sempre al servizio della salute delle donne e dell'efficienza del sistema sanitario nazionale».
Per Davide Dettori, CEO di Health Triage, «è un passaggio decisivo per rendere l’intelligenza artificiale uno strumento realmente utile e, sebbene sia già validata nella pratica clinica, il nostro obiettivo è raccogliere ulteriore evidenza scientifica». Se i risultati saranno in linea con le aspettative, «potremo finalmente ampliare i programmi di screening – aggiunge - estendendoli magari anche alle donne più giovani grazie all'uso efficiente delle stesse risorse umane e tecnologiche attuali. In quest'ottica, la vera sfida sarà il potenziamento dei programmi di invito – conclude - per portare la prevenzione a un numero sempre maggiore di donne».
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