Lo studio italiano
No, il latte artificiale con integratori non fa diventare i bambini più intelligenti
  • Immagine
    Didascalia
    Immagine: Beeki, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Uno studio sul BMJ dimostra che i ragazzi che erano stati nutriti con latte artificiale arricchito di omega 3 o ferro o altri integratori non hanno performance scolastiche migliori di chi ha ricevuto il latte artificiale standard

Il latte artificiale arricchito con gli integratori non fa diventare i bambini più intelligenti. O per lo meno non gli assicura bei voti a scuola. Gli autori di uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal hanno analizzato le performance scolastiche di 1.763 adolescenti del Regno Unito che nei primi mesi di vita avevano preso parte a sette trial clinici ideati per valutare i benefici del latte rinforzato rispetto al latte artificiale standard, senza aggiunte.

Gli studi erano stati condotti tra il 1993 e il 2001. Due di questi avevano testato i vantaggi del latte arricchito con acidi grassi polinsaturi a catena lunga considerati efficaci per lo sviluppo cognitivo. Una sperimentazione si basava sul latte con aggiunta di ferro, altre due sul latte con elevate concentrazioni di macronutrienti e un altro trial era dedicato al latte artificiale con aggiunta di altri additivi senza alcuna correlazione con lo sviluppo cognitivo. Tutti i trial prevedevano il confronto con un gruppo di controllo nutrito con latte artificiale non potenziato. Il nuovo studio si è svolto qualche anno più tardi, nel 2018.  I ricercatori hanno monitorato il rendimento scolastico dei ragazzi tra gli 11 e i 16 anni che da neonati avevano partecipato agli studi citati mettendo a confronto i risultati di quelli che avevano ricevuto il latte arricchito con quelli di chi era stato nutrito con il latte standard. 

Gli scienziati hanno preso in considerazione i voti ottenuti negli esami di passaggio da un ciclo di studio al successivo in matematica e in inglese. 

Ebbene, non è emersa alcuna differenza significativa tra i due gruppi, quelli nutriti con latte artificiale arricchito con gli integratori e quelli che avevano ricevuto il latte senza aggiunte.  

Anzi, i bambini di 11 anni che erano stati allattati con prodotti modificati avevano ottenuto punteggi più bassi nei test di inglese e matematica. 

«In sintesi, le differenze nel rendimento scolastico tra formule modificate e standard erano coerenti con le differenze misurate durante i trial e nella letteratura, cioè, nessun beneficio procurato dalle formule modificate», scrivono i ricercatori. 

Uno dei limiti dello studio però consiste nel fatto che l’indagine riguarda prodotti in commercio molti anni fa. Nel frattempo la composizione del latte in polvere è cambiata e non si può escludere che le nuove formulazioni abbiano effetti differenti sullo sviluppo cognitivo. 

Nell’editoriale di accompagnamento allo studio due ricercatori dell’Università di Glasgow tuttavia prendono per buona la conclusione dei ricercatori e approfittano della dimostrazione dei mancati benefici delle formula per l’infanzia per invogliare l’allattamento al seno: «È stato dimostrato in modo convincente e ripetuto che la somministrazione di latte artificiale ai bambini al posto del latte materno mette i bambini a rischio. Prove pubblicate di recente suggeriscono la necessità di regolamentare meglio la ricerca sulle formule per lattanti e di garantire che queste prove vengano utilizzate per rimuovere elementi inutili e potenzialmente dannosi e per evitare affermazioni promozionali ingannevoli».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Sì all’ecografia nel primo trimestre per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali, oltre a quella già raccomandata nel secondo trimestre. Sì anche allo screening universale nel primo trimestre per le anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down, mediante test combinato o analisi del Dna fetale, da… Leggi tutto

Le nanoplastiche possono influire negativamente sulla salute riproduttiva. La conferma viene da uno studio condotto dall'Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Torino e la Queen Mary University of London.

Le minuscole particelle, invisibili a occhio nudo, che si formano dalla degradazione della plastica sono… Leggi tutto

L’esposizione al virus Sars-CoV-2 durante la gravidanza non sembrerebbe associata a problemi precoci di neurosviluppo nei bambini. È quanto emerge da un ampio studio statunitense pubblicato su The Journal of Pediatrics, che ha analizzato lo sviluppo… Leggi tutto

Uno studio condotto da Cnr-Igb di Napoli, in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la svedese Lund University, ha individuato il ruolo chiave di un tipo di RNA non codificanti, cioè molecole di RNA che non producono proteine ma svolgono ruoli altrettanto fondamentali… Leggi tutto

Pochi nati, ancora troppi col cesareo e sempre più con tecniche di fecondazione assistita. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap (Certificato di Assistenza al Parto), l’analisi del ministero della Salute sulle nascite in Italia. 

Il crollo delle nascite prosegue anche nel 2024, confermando una tendenza ormai… Leggi tutto

Un importante passo avanti nella comprensione delle prime fasi dello sviluppo umano arriva oggi dalle Università di Padova e Torino. Sulle pagine di Nature Cell Biology è stato pubblicato uno studio che descrive la creazione di un modello tridimensionale di embrione umano ricavato da cellule staminali, capace di riprodurre i passaggi cruciali… Leggi tutto

In Italia, negli ultimi dieci anni, 776 donne sono morte tra il concepimento e l’anno successivo alla fine della gravidanza. Solo in una percentuale ridotta di casi il decesso è stato legato al parto: le principali cause di morte sono state infatti il suicidio materno, le patologie cardiovascolari e, solo dopo, l’emorragia ostetrica rischio.… Leggi tutto

I primi mille giorni di vita influenzano la salute di un essere umano per l'intera sua esistenza, con effetti che talvolta si trasmettono anche alle generazioni successive. Per questo la nuova frontiera della prevenzione passa anche dalla comprensione di come l’ambiente “accenda o spenga” i nostri geni.

Di questo si è parlato martedì 16… Leggi tutto

Promuovere un dialogo trasparente e un processo decisionale condiviso tra le donne e i clinici, che ponga l'accento sull'autonomia della donna nelle proprie scelte riproduttive nel caso si presentino gravidanze ad alto rischio di eventi avversi per la madre o il feto.

A raccomandarlo sono le Linee guida aggiornate sulla materia che l'… Leggi tutto

Una procedura per la somministrazione di terapie genetiche in utero che ha il potenziale di correggere i difetti genetici nei feti già durante la gravidanza è stata messo a punto, con una sperimentazione sui suini, da un team coordinato dall’Università di Milano e dallIstituto Neurologico Carlo Besta, in collaborazione con il Policlinico di… Leggi tutto

Ogni anno, circa 400 mila neonati in Europa vengono ricoverati nelle unità di terapia intensiva neonatale (NICU) e i neonati prematuri o con basso peso alla nascita sono quelli che corrono i rischi maggiori. Quasi un neonato su dieci viene ricoverato con la sindrome da distress respiratorio (RDS) che continua a rappresentare una delle… Leggi tutto

Oltre 27 mila bambini ogni anno nascono in Italia prima delle 37 settimane di gestazione. Per essere di aiuto ai genitori alle prese con le difficoltà emotive e le pratiche legate alla nascita prematura dei loro piccoli, Chiesi Italia ha sviluppato NeoNat, un'app realizzata grazie all’ascolto di genitori e all’expertise di professionisti… Leggi tutto

Oggi nel mondo circa un neonato su dieci nasce prima della 37° settimana gestazionale, cioè prima del tempo necessario a completare la sua maturazione e il suo sviluppo nell’utero materno, con effetti a breve e lungo termine sulle funzioni del suo cervello e in particolar modo sul neurosviluppo.

In Italia, secondo i dati più recenti (… Leggi tutto

Mettere in luce la diffusa violenza psicologica cui sono sottoposte molte delle 63 mila donne che ogni anno in Italia vogliono interrompere la gravidanza. È questo lo scopo dichiarato della Campagna “The Unheard Voice” promossa da Medici del mondo e presentata mercoledì 18 settembre a Roma.

Per l’occasione, grazie a un’esperienza sonora… Leggi tutto

I contraccettivi ormonali vanno interrotti prima di un intervento chirurgico o di una immobilizzazione prolungata, oppure quando si riduce la dose di anticoagulanti in seguito a un episodio di trombosi. 

È una prassi prevista da molte linee guida di diverse discipline mediche per ridurre il rischio di coaguli di sangue. … Leggi tutto

Si chiama “I primi 1.000 giorni di vita” l'iniziativa della Fondazione Giovanni Lorenzini, che riguarda l’educazione e la sensibilizzazione ai primi mille giorni di vita per la salute e il benessere attraverso conoscenze che promuovano scelte comportamentali responsabili, evidenziando il ruolo chiave della genitorialità consapevole. La ricerca… Leggi tutto

La gravidanza cambia il corpo di una donna in mille modi. Ma secondo uno studio condotto da ricercatori della Yale School of Medicine ce n’è uno finora non noto. Durante la gravidanza le lancette dell’orologio biologico dell’organismo corrono più veloci e si può arrivare a vedere aumentata la propria età biologica di un paio di anni. Tuttavia,… Leggi tutto

Troppe donne rinunciano a una gravidanza perché affette da malattie autoimmuni. Ma non è necessario, non dovrebbe essere così. È il messaggio lanciato dalle rappresentanti delle tre aziende ospedaliere universitarie toscane (Pisana, Senese e Careggi), insieme alle pazienti rappresentate dall'Associazione nazionale malati reumatici (Anmar),… Leggi tutto