L’innovazione farmacologica punta a rivoluzionare la gestione delle patologie metaboliche, trasformando la cura del diabete di tipo 2 e dell'obesità in percorsi sempre più semplici e personalizzabili. È il messaggio lanciato durante il 62° Congresso della European Association for the Study of Diabetes in corso a Milano, dove l'azienda Novo ha presentato le ultime evidenze cliniche sul farmaco semaglutide e inaugurato la nuova strategia globale "Lasting Health Starts Now" ("La salute duratura inizia ora").
Tra i progressi scientifici più rilevanti spicca la combinazione in un'unica somministrazione settimanale di insulina basale e semaglutide, una soluzione concepita per superare l'inerzia terapeutica che oggi porta circa il 30% dei pazienti italiani a ritardare di oltre due anni l'avvio della terapia insulinica. L'Italia potrebbe diventare il primo Paese in Europa ad autorizzare questa nuova opzione di cura. Contestualmente, la ricerca contro l'obesità segna una svolta con la formulazione orale di semaglutide: i dati dello studio OASIS 4 indicano una riduzione media del peso corporeo del 17%, che raggiunge il 22% in un paziente su tre, garantendo la perdita prevalente di massa grassa e la preservazione del tessuto muscolare.
«Sul fronte diabete l'evoluzione delle evidenze scientifiche su semaglutide riflette bene anche l'evoluzione della diabetologia. Oggi non ci limitiamo più a valutare il controllo della glicemia, ma puntiamo sempre di più alla prevenzione delle complicanze, alla protezione d'organo e a una gestione integrata del rischio cardiovascolare, renale e metabolico nel lungo periodo. In questo percorso, semaglutide rappresenta uno degli esempi più solidi di come l'innovazione terapeutica possa incidere su molteplici aspetti della malattia», ha affermato Salvatore De Cosmo, presidente nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). «I dati raccolti negli ultimi anni mostrano infatti un profilo clinico estremamente ampio. Oltre a ridurre efficacemente l’emoglobina glicata consentendo alla maggior parte dei pazienti di raggiungere il loro target glicemico, ha dimostrato benefici su eventi cardiovascolari maggiori (-26%), ictus non fatale (-39%), rischio renale composito (-24%) e capacità funzionale, con un miglioramento del 13% della distanza percorsa e una riduzione del 54% della progressione dell’arteriopatia periferica. Il recente riconoscimento nelle Linee Guida ESC 2026, che ha posizionato semaglutide in raccomandazione 1A per migliorare l'outcome cardiovascolare del pz con diabete e malattia renale, conferma sempre più il ruolo centrale della molecola semaglutide nel favorire un approccio terapeutico sempre più orientato alla protezione cardio-renale e al miglioramento della qualità di vita».
L'importanza dell'imminente opzione combinata per il diabete è stata ribadita da Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID): «Questa nuova opzione nasce per rispondere a uno dei principali problemi ancora presenti nella pratica clinica: l'inerzia terapeutica. Ancora oggi in Italia, circa il 30% delle persone con diabete di tipo 2 che necessitano di terapia insulinica ne ritarda l'inizio di oltre due anni e, anche dopo l'avvio dell’insulina, molti pazienti non raggiungono un adeguato controllo glicemico», ha affermato. «Gli studi clinici hanno mostrato il potenziale di questa strategia terapeutica nel ridurre il carico iniettivo migliorando la qualità di vita e mantenendo il controllo glicemico, i benefici sul peso corporeo e tassi inferiori di ipoglicemia. L'Italia, che negli ultimi anni ha spesso avuto un ruolo di primo piano nell'accesso alle principali innovazioni terapeutiche, potrà essere il primo paese in Europa a mettere a disposizione questa nuova opportunità di cura, contribuendo a rendere la gestione della malattia sempre più efficace, personalizzata e sostenibile. Ci auguriamo che questa opzione possa essere disponibile per i pazienti nel minor tempo possibile».
Il fronte dell'obesità si arricchisce così di una doppia alternativa somministrativa, sia orale sia per via iniettiva.
«Semaglutide in pillola rappresenta una delle innovazioni più attese perché risponde a un bisogno ancora rilevante nella gestione del sovrappeso e dell’obesità: offrire un trattamento efficace in una forma semplice da integrare nella routine quotidiana e capace di rispondere a esigenze diverse», ha illustrato Roberto Vettor, Direttore scientifico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso l’Humanitas Research Hospital di Milano. «Si tratta di una possibilità concreta per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono un’alternativa alla terapia iniettiva. Nello studio OASIS 4 semaglutide in pillola ha mostrato una perdita di peso media del 17%, che ha raggiunto circa il 22% in 1 persona su 3. I risultati si associano a un profilo di sicurezza consolidato e coerente con quanto già osservato per la formulazione iniettiva di semaglutide per la gestione del peso», ha aggiunto. «Inoltre, il confronto indiretto ORION ha mostrato che semaglutide in pillola determina una minore probabilità di sospendere la terapia a causa di effetti collaterali e gastrointestinali rispetto a orforglipron. Nel complessivo, queste evidenze contribuiscono a delineare semaglutide in pillola come un’opzione terapeutica efficace, ben tollerata e facilmente integrabile nella vita quotidiana, gestibile anche in presenza di trattamenti concomitanti di largo impiego, inclusi contraccettivi orali e statine: una possibilità concreta per le persone eleggibili al trattamento che preferiscono una formulazione orale o non sono ancora pronte a iniziare una terapia iniettiva», ha concluso.
«L'insieme di queste evidenze scientifiche e cliniche conferma come l’innovazione nella gestione di diabete ed obesità rappresenti un investimento strategico indispensabile», ha chiosato Jens Pii Olesen, direttore generale di Novo Italia. «Siamo impegnati ogni giorno per assicurare trattamenti in grado di incidere concretamente nella vita quotidiana e per promuovere un'idea di salute che tenga conto delle esigenze reali e insoddisfatti delle persone. La salute duratura inizia ora – 'Lasting Health starts now' – un messaggio semplice e concreto, presentato proprio in queste giornate, che rappresenta e rafforza quello che da sempre contraddistingue il nostro modo di lavorare e di comunicare con le persone: i progressi devono tradursi in benefici percepibili da subito, nella vita reale di chi gestisce condizioni complesse. Cambiare la vita delle persone e contribuire a una salute duratura è la nostra missione», ha concluso Olesen.
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