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Diabete: migliorano i controlli, ma restano le criticità
Redazione
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Sempre più persone con diabete in Italia riescono a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. È uno dei principali dati che emerge dai nuovi Annali dell’Associazione medici diabetologi (Amd), il report che monitora ogni anno l’assistenza diabetologica nel nostro Paese. Il documento, presentato mercoledì 6 maggio al Senato, fotografa un sistema in miglioramento ma ancora alle prese con alcune aree di fragilità.

Secondo i dati raccolti nel 2025, cresce la rete dei centri diabetologici aderenti, oggi oltre 340 su tutto il territorio nazionale, con più di 775 mila pazienti censiti: oltre 51mila con diabete di tipo 1, circa 693 mila con diabete di tipo 2 e più di 15 mila con diabete gestazionale. «Continua a crescere il numero di centri diabetologici che aderiscono al nostro network, ormai oltre 340, distribuiti in tutto il Paese, inclusa la Basilicata, unica Regione rimasta scoperta nelle precedenti rilevazioni. Disponiamo di un campione sempre più rappresentativo della popolazione italiana con diabete», sottolinea Andrea Da Porto, direttore del Gruppo Annali Amd.

Tra le persone con diabete di tipo 1 si registrano segnali positivi sul fronte dell’assistenza: oltre il 37% ha l’emoglobina glicata a target, più del 50% tiene sotto controllo il colesterolo e cresce l’uso della tecnologia. I microinfusori superano il 20% di diffusione e i sensori per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM, Continuous Glucose Monitoring) mostrano benefici nella riduzione delle ipoglicemie. Restano tuttavia criticità legate agli stili di vita: oltre un quarto dei pazienti fuma e quasi il 15% presenta obesità. La retinopatia rimane la complicanza più diffusa (29,5%).

Per il diabete di tipo 2 l’età media dei pazienti sfiora i 70 anni. Migliora il controllo della glicemia, con oltre il 56% dei pazienti in target, e cresce l’attenzione al colesterolo. Aumenta inoltre l’uso di farmaci innovativi, tra cui gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) e gli agonisti del recettore del peptide-1 simil-glucagone (GLP-1). Allo stesso tempo, gli Annali segnalano un calo del monitoraggio delle complicanze microvascolari: screening per danno renale, retinopatia e piede diabetico restano insufficienti, mentre la malattia renale cronica interessa oltre la metà dei pazienti.

In crescita anche i dati sul diabete gestazionale. Il campione supera le 15 mila donne e copre circa la metà dei casi annuali. L’età media è di oltre 34 anni e tra i fattori di rischio emergono l’età superiore ai 35 anni, l’obesità pregravidica (30,4%, era a quota 25% nella scorsa rilevazione) e la familiarità per la malattia. Aumenta il ricorso alla terapia insulinica, oggi necessaria per circa il 50% delle pazienti.

«La crescita del database degli Annali Amd testimonia come la disponibilità di informazioni cliniche strutturate possa tradursi in risultati di salute concreti per i pazienti» sottolinea dichiara Salvatore De Cosmo, presidente Amd. «L’attività di benchmarking, fondata sul confronto con i centri best performers, ha favorito nel tempo un miglioramento progressivo e misurabile degli indicatori di qualità – aggiunge - contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della diabetologia italiana».

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