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Il morbillo torna a correre in Usa, nel 2025 superati i 2.000 casi: non succedeva dal 1992
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    Measles virus
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    Immagine: NIAID, Public domain, via Wikimedia Commons
Redazione
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il ritorno del morbillo è legato al rallentamento delle vaccinazioni di routine. Nel 2024 registrate 11 milioni di infezioni, 800 mila in più rispetto al 2019

Negli Stati Uniti il morbillo è tornato. Alla fine di dicembre, i dati ufficiali dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno registrato 2.065 infezioni confermate in 44 giurisdizioni, il numero annuale più alto dal 1992. È la prima volta in oltre trent’anni che il totale supera la soglia dei 2.000 casi, in netto aumento rispetto ai 285 registrati nel 2024, ricorda un articolo sul British Medical Journal

L’andamento dell’epidemia ha riacceso l’attenzione sul rischio concreto che il paese perda il suo measles-free status, ottenuto nel 2000. Secondo i criteri della Pan American Health Organization (PAHO), se la trasmissione dello stesso ceppo virale non verrà interrotta entro la fine di gennaio, gli Stati Uniti non potranno più essere considerati liberi dal morbillo.

Nell’ultima settimana di dicembre sono stati segnalati 53 nuovi casi, con focolai attivi in Arizona, South Carolina e Utah. In queste aree, le autorità sanitarie locali stanno incontrando difficoltà nel contenere la diffusione del virus. Il South Carolina, in particolare, sta contribuendo in modo significativo all’aumento complessivo dei contagi. Dal 9 luglio sono stati segnalati 188 casi, in gran parte tra bambini e adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni.

Il 30 dicembre, durante una conferenza stampa, l’epidemiologa dello stato Linda Bell ha osservato che la malattia si è diffusa più rapidamente durante il periodo delle festività natalizie. «Prevediamo altri casi fino a gennaio inoltrato», ha dichiarato, spiegando che il virus ha circolato con maggiore intensità all’interno di famiglie, scuole e chiese. 

I dati del CDC indicano che circa l’11% dei casi (235 su 2.065) ha richiesto il ricovero ospedaliero e che *3 decessi sono stati attribuiti all’infezione. Come in altri focolai negli Stati Uniti e in diversi paesi del mondo, l’aumento dei casi è stato associato a una diminuzione della copertura vaccinale. In South Carolina, 172 dei casi confermati riguardano persone non vaccinate.

Nel 2025, negli Stati Uniti sono stati segnalati 49 focolai di morbillo, rispetto ai 16 dell’anno precedente. Un aumento che si inserisce in un contesto più ampio di recrudescenza della malattia nel continente americano. Il Canada ha perso il suo status di eliminazione dopo oltre dodici mesi di trasmissione continua e ha riportato 5.353 casi fino a metà dicembre. In Messico, la Pan American Health Organization ha registrato almeno 5.741 casi confermati nello stesso periodo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il ritorno del morbillo è legato al rallentamento delle vaccinazioni di routine durante la pandemia di Covid-19 e a una tendenza generale al calo delle coperture vaccinali. L’organizzazione stima che 11 milioni di infezioni siano state registrate a livello globale nel 2024, quasi 800 mila in più rispetto al 2019.

Kate O’Brien, a capo del Department of immunisation, vaccines, and biologicals dell’Oms, ha definito l’aumento dei casi un segnale di allarme, che indica la possibile ricomparsa di altre malattie prevenibili con il vaccino, dato che il morbillo è spesso la prima a diffondersi.

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