occhiello
Congresso Sir
Dagli specialisti il primo documento per la prevenzione attiva delle malattie reumatologiche
Redazione
Corpo

Prevenire le malattie reumatologiche è possibile e oggi necessario per ridurne le conseguenze economiche sul nostro “sistema Paese”. In Italia i costi per farmaci, ricoveri ospedalieri, riabilitazioni, perdita di produttività e pensionamenti anticipati ammontano a oltre 4 miliari di euro l’anno. Sono inoltre patologie molto diffuse: solo l’artrosi e l’artrite riguardano il 14% dell’intera popolazione. Deve essere prioritario promuovere campagne di prevenzione attiva a livello nazionale ed educare la popolazione a evitare i fattori di rischio specifici. Al tempo stesso le malattie vanno integrate nei piani sanitari nazionali-regionali favorendo così le diagnosi precoci e l’accesso ai trattamenti innovativi.

È quanto si legge nel documento “La prevenzione in reumatologia”, redatto dalla Società italiana di reumatologia (Sir) e presentato in occasione del Congresso nazionale della Società scientifica (Rimini, 27-30 novembre).

«Oltre 5 milioni di persone in Italia sono afflitti da una forma più o meno grave di malattia reumatologica» ricorda Giandomenico Sebastiani, presidente Sir. «Per esempio, l’osteoporosi colpisce più di 3,5 milioni di donne – prosegue - e nel 2022 ha causato oltre 89 mila ospedalizzazioni per fratture del collo del femore tra gli anziani. Vi sono poi i casi più severi e disabilitanti di malattia reumatologica che ammontano a oltre 734 mila e questi pazienti hanno bisogno di costanti monitoraggi clinici-ambulatoriali. Come per molte altre patologie la componente genetica riveste un ruolo importante nell’insorgenza». Tuttavia vi sono fattori di rischio individuali modificabili sui quali intervenire. «Tra questi – sottolinea Sebastiani - ricordiamo il fumo di sigaretta, una dieta troppo ricca di grassi animali, la tendenza alla sedentarietà, l’obesità e l’eccesso di peso, il sovraccarico articolare e alcune infezioni».

Gli stili di vita sani influiscono anche sul benessere dell’apparato muscolo-scheletrico. «Il fumo non provoca solo tumori, disturbi respiratori o patologie cardio-vascolari – interviene Andrea Doria, presidente eletto Sir - è il fattore ambientale più strettamente associato allo sviluppo di malattie reumatologiche immunomediate. Le sigarette influiscono su alcuni enzimi coinvolti nella patogenesi dell’artrite reumatoide e aumentano del 50% il rischio di lupus eritematoso sistemico. Diversi studi stanno indagando sul ruolo che il pericoloso vizio può avere nelle miopatie infiammatorie idiopatiche o nella malattia di Sjögren». Inoltre, «una gestione corretta del peso, attraverso una dieta equilibrata e l’esercizio fisico, può aiutare a ridurre l’infiammazione sistemica e migliorare la salute generale. Lo sport poi favorisce la mobilità articolare, incrementa la massa muscolare, migliora la funzione immunitaria e riduce lo stress». Lo stesso vale per la dieta mediterranea «che risulta la migliore e la più salutare anche per prevenire molte forme di artriti».

«Oltre alla prevenzione primaria attiva – aggiunge Ennio Lubrano di Scorpaniello, vicepresidente Sir - è fondamentale anche quella secondaria. Per arrestare il decorso, ed evitare l’aggravamento delle malattie, sono cruciali una diagnosi precoce e la tempestiva presa in carico da parte dello specialista. A differenza di alcuni tumori, per le malattie reumatologiche non sono disponibili programmi di screening». Perciò «è importante sensibilizzazione la popolazione sui primi campanelli d’allarme che devono far pensare all’esordio di una patologia».

Infine, la prevenzione terziaria «che si pone l’obiettivo di gestire e migliorare la qualità della vita del paziente» spiega Carlomaurizio Montecucco, presidente di della Fondazione italiana per la ricerca in reumatologia (Fira), e «contenere gli esiti e il progressivo danno causato delle malattie reumatologiche».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

L’Associazione nazionale delle persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), punto di riferimento nazionale nell’ambito della tutela dei diritti delle persone affette da patologie reumatologiche e rare, ha rinnovato il proprio Consiglio direttivo e confermato alla presidenza Antonella Celano. Confermata anche Italia Agresta come… Leggi tutto

Quasi sei persone affette da una patologia reumatologica su dieci (56,6%) dichiarano di aver avuto problemi con il partner e sono più di uno su dieci (11,7%) coloro che, in seguito alla diagnosi, non hanno più avuto una relazione. Quasi otto su dieci (79,4%) hanno avuto problemi nelle relazioni sessuali con il partner. Fortunatamente queste… Leggi tutto

L’Associazione italiana sindrome fibromialgica (Aisf) e il Comitato fibromialgici uniti-Italia (Cfu-Italia) esprimono «profonda delusione e indignazione» per la recente decisione della Commissione Sanità del Senato di portare avanti il Disegno di legge 946, proposto dalla senatrice Maria Cristina Cantù, anziché un testo di legge specifico per… Leggi tutto

Diagnosi precoce, digitalizzazione efficace, accesso alle terapie, efficientamento dei sistemi territoriali e partecipazione attiva: sono alcune parole chiave del “Manifesto futurista delle malattie reumatologiche” redatto da una Comunità costituita da rappresentanti di Associazioni dei pazienti, Società scientifiche e clinici. Il gruppo di lavoro… Leggi tutto

Convivere con la spondiloartrite è possibile, raggiungendo anche una buona qualità di vita senza sviluppare gravi disabilità come in passato e mantenendo una costante attività fisica che contribuisce a stare bene.

Ai progressi nelle cure e nelle scoperte scientifiche più attuali è dedicato il convegno SpA & Sport, all’Università di… Leggi tutto

Il Parlamento deve accelerare l’approvazione del disegno di legge 946 e quindi la riorganizzazione e il potenziamento della reumatologia del nostro Paese.

Questo l’appello partito da Roma giovedì 10 ottobre dall'Associazione nazionale malati reumatici (Anmar) e dall’Osservatorio Capire in occasione della Giornata mondiale del malato… Leggi tutto

Personalizzare i percorsi di cura dell’artrite reumatoide (Ar) mettendo al centro il paziente-persona con tutti i suoi bisogni clinici, sociali e relazionali. È la richiesta condivisa dal 79% dei pazienti con Ar, convinti che sia questa la strada maestra per garantire una migliore qualità di vita.

È quanto emerge dall’indagine condotta… Leggi tutto

Un caregiver su quattro (24,7%) denuncia la mancanza d’informazioni complete e dettagliate sul processo di transizione dalle cure del pediatra reumatologo a quelle del reumatologo dell'adulto. Dall’altra parte, le persone di età compresa tra i 16 e i 30 anni colpite da almeno una tra le oltre duecento patologie reumatologiche lamentano alcune… Leggi tutto