Convegno precongressuale Aiom
Contro il fumo una proposta di legge d’iniziativa popolare
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    Cigarette smoking
    Didascalia
    Paolo Neo, Public domain, via Wikimedia Commons
Redazione
Campagna di raccolta firme lanciata dall'Associazione italiana di oncologia medica, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom

L'Associazione italiana di oncologia medica, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom lanciano una campagna di raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare. La richiesta è introdurre un’accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato). L’obiettivo è contrastare il tabagismo e reperire nuove risorse per il Servizio sanitario nazionale.

L'iniziativa è stata annunciata giovedì 6 novembre in un convegno nazionale al Senato promosso da Aiom, alla vigilia del Congresso nazionale, su iniziativa della vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone.

In Italia quasi un quarto degli adulti fuma regolarmente ed è preoccupante anche la diffusione tra i più giovani. Un teenager su cinque tra i 15 e i 19 anni fa un uso quotidiano di sigarette, comportamento che tende poi a mantenere per il resto della vita. 

Da qui la scelta di lanciare una grande campagna di sensibilizzazione il cui primo obiettivo è raccogliere entro la primavera 50 mila firme autenticate. Saranno poi consegnate, insieme al testo del provvedimento, al Parlamento che dovrà discutere la proposta.

«Chiediamo alle Istituzioni una legge nelle modalità e nei termini previsti dalla Costituzione» spiegano Francesco Perrone, presidente Aiom, Daniele Finocchiaro (Consigliere delegato di Fondazione Airc), Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi) e Saverio Cinieri (presidente di Fondazione Aiom). «Nonostante le norme più restrittive approvate negli ultimi decenni – sottolineano - ancora troppi cittadini fumano. Il tabagismo rappresenta uno dei più rilevanti fattori di rischio oncologico; vanno quindi incentivati tutti gli strumenti che favoriscano la cessazione. Le esperienze internazionali, in primo luogo di Francia e Irlanda, dimostrano che il forte incremento sostanziale del prezzo delle sigarette rappresenta la sola strategia efficace per abbassare drasticamente il numero di fumatori». I promotori dell'iniziativa stimano una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacchi se si aumentasse di 5 euro il prezzo delle sigarette e degli altri prodotti correlati. Lo scopo è duplice: da una parte rendere il fumo una pratica davvero costosa e poco sostenibile, soprattutto per i più giovani, e dall’altra parte contribuire a finanziare il Servizio sanitario nazionale.

Nel nostro Paese, le patologie provocate dal fumo generano circa 24 miliardi di euro di costi diretti e indiretti. Solo le ospedalizzazioni per le principali malattie fumo-correlate comportano 1,64 miliardi di euro di spesa annuale. In totale, i prodotti a base di tabacco provocano 93 mila decessi l’anno. Le sigarette non causano solo il carcinoma polmonare ma anche le neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Più in generale, sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un tabagista presenta un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da tre a cinque volte rispetto a un individuo che non ha mai fumato. D’altro canto, l’invecchiamento generale della popolazione italiana provoca un aumento della spesa pubblica per la sanità. Servono quindi maggiori risorse e investimenti per continuare a garantire a tutti la migliore assistenza. 

La proposta «può essere davvero efficace» sostiene Maria Sofia Cattaruzza, docente del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza di Roma. «Nel nostro Paese – ricorda - le accise sulle sigarette risultano tra le più basse d’Europa. Sono solo di 3,19 euro per pacchetto contro i 7,45 euro della Francia e i 9,92 della Repubblica d’Irlanda. Questi due Paesi hanno negli ultimi anni introdotto forti rincari sui tabacchi e in entrambi si è registrato un calo del numero di fumatori abituali. Sono esempi virtuosi – conclude - e quindi anche l’Italia dovrebbe adottare quanto prima provvedimenti simili».

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